La tragedia dell’Ilva

Di @Purtroppo via Spinoza

Là dove il tacco incrocia lo stivale,
edificato fu un crogiolo immenso,
per rilanciar l’industria nazionale.

Ma non fu mai l’afrore dell’incenso
ad inebriare i nasi tarantini,
quanto un odor pericoloso e intenso.

Coi loro uffici stampa sibillini
i fetidi padroni del vapore
han detto “Non volete che s’inquini?

Allora chiuderem di qui a tre ore!
E poi vedremo chi di noi ha ragione!”
E tutti ad ammiccare per timore.

Non sembra che ci sia la soluzione
se non per chi trapassa nell’eterno
riposo, senza niuna guarigione.

E mentre incede questo caldo inverno,
più spengono fornaci e più divampa
la disisperazione in questo inferno.

Sbadigli negli scritti della stampa,
ma il povero operaio ha chiaro questo:
Sia fame o malattia, qui non si campa.

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Pubblicato il 29 novembre 2012, in Fatti di cronaca (Purgatorio) con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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