L’odissea dei mezzi pubblici

 

Mezzi pubblici

Di CorneliusCoot (alias Roberto Pautasso)

L’Italia, che paese gaio e bello!
ov’ogni donna par modella in fiore
ed ogni uomo furbo e con cervello

Ma poi noi ci svegliam da quel torpore
sbattendo il capo sulla realtà dura
che ci schiaffeggia con tanto vigore!

Perciò io vi racconto l’avventura
Di quello ch’è lo pubblico trasporto
l’italico soffrir, pare tortura!

Ancor traumatizzato… quasi morto
da quella moltitudine di gente
che attende lo passaggio, non han torto

“Da ore sto in attesa permanente!”
il coro di proteste vola in alto
è luglio, mamma mia che sol cocente!

“Arriva!!” tutti pronti per l’assalto
già sento l’ansia ed il terror d’azione
“Come a Saigon!” ma non foresta, asfalto!

Ed eccomi già su quel carrozzone
che di miasmi par un carnevale
Qualcun dietro di me…. con erezione!

Mi sposto, non vorrei pensasse male
però poi riflettendo… ma che cazzo!
Non sono io in difetto, è lui maiale!

Nervoso in viso, quasi son paonazzo
mi giro per guardar del porco il viso
Ma quello già fuggì, par turborazzo!

Odor par di sentir, non fiordaliso
è un acido olezzar sub-ascellare
dev’esser qualchedun, di marcio intriso!

Trattengo il respirar, per cautelare
le nari dall’odor che pare fogna
se aspetto un altro po’, vo’ a rigettare!

Mi sposto ancor di più dalla carogna
non sento più erezion, neanche l’odore
che sia la fin del mal? Mia mente sogna!

Ma non per l’olezzar de lo sudore
nemmeno per turgor dell’altrui mazza:
odo tamarri che parlan d’amore!

“Ke minchia, se ch’avrei io la ragazza
gli dassi quattro colpi con sta verga”
…e l’italiano verbo è nella tazza.

Si muove noncurante un passo a terga
pestandomi il diton, e non si scusa
che pioggia di letame ti sommerga!!

Ma prima che io mover possa accusa
m’accorgo di dover tosto calare
da mezzo in cui la gente sta rinchiusa

Le porte s’apron, non per criticare
decido d’ora in poi che in questo mezzo
ci andrò di nuovo sol per defecare

Chiedo perdon se sono stato grezzo
non l’ho con chi normal fu passeggero
ma sol con chi mi provoca ribrezzo

Con chi si struscia, si, sarò sincero
che possa obliterarti, il controllore,
in punta di pisello, per davvero!

Per il puzzon d’estate con furore
l’augurio più sincer di contrappasso,
di soffocare almeno per sei ore

Sentendo quel che parla, lo smargiasso
“Ke minchia, se ch’avrebbe la ragazza”
Sarebbe certo sorda… chiudo e passo.

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Pubblicato il 30 gennaio 2013, in Amenità (Paradiso) con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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