Figli d’Italia

Figli d’Italia, del nostro destino
costoro in man han redini ed il fato:
com quei che il futur nostro fecer chino;

al padre @lddio, chiediamo ci sia dato
un nuovo Garibaldi, a Primavera !
Che mai più l’onor nostro sia pestato !

Figli d’amore e d’odio per quell’era
che sol del nulla i grandi osanna e indora
e mai giustizia rese alla bandiera.

Levate il mento, Italici ! Dì fòra
vi disser: “Stringer denti, ora dovete”
di ribellarsi al giogo, quest’è l’ora !

Virgulti che al presente mal vedete
attoniti al mirar del mondo i ladri
tirate fuor, mostrate che l’avete

quell’antico disio che i vostri padri
mostrarono di là un secol e mezzo
che fosser ei padroni oppur mezzadri

riunendo ogne nazione in un sol pezzo
che a sacra sua bandiera pose ‘l giuro
di tre color che tinser su l’avvezzo:

Col Verde, ch’è speranza di futuro,
il Bianco, di giustizia alta candore
e il Rosso, a ricordarne il sangue scuro

che verso fu pe’ i tempi col sudore
ed or ribolle in corpo a perdizione
di chi ‘n suo Stato vede sol rigore.

Voi che ‘l sacro concetto di Nazione
mostrate a chi nel vostro intendimento
sol vede rabbia e inutil ribellione

sappiate: non pazzia è ‘l vostr’argomento
che pure è’l mio e ch’a ribadir m’attristo:
“non siano sol parole urlate al vento”.

Di quanto fino ad ora qui s’è visto
non più speranza presta all’Alta Rocca:
ognun ch’è lì salito va rivisto !

Urlatene al comando che chi tocca
la scuola ch’è’l diritto all’istruzione
perde ‘l diritto di mòver la bocca !

Gridatene il diritto alla pensione
ch’ognun non veda mai cambiare i quadri
che a vita dan sapore ed intenzione.

Guardate i vostri amici e i vostri padri:
in pace manifestan lor stanchezza
assieme alle famiglie ed alle madri

fors’elli a voi per punger di vaghezza
o per sacrificar chinaron testa
di modo da nasconder l’impurezza

crescendovi in principio d’alma onesta
che agli occhi vostri ascose l’tempo odierno
e omaggio è oggi al ricordo di tempesta.

Volete anche vietarne voi al moderno
tempo dei vostri figli che l’informa
come s’ora l’istante foss’eterno ?

E’ tempo di rivolta e di riforma
non più dello star sotto ed obbedire
a chi del precedente segue l’orma !

Vogliamo il Bel Paese rinverdire ?
ch’ognuno dall’esterno ponga il passo,
rispetti e poi s’impegni a custodire !

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Informazioni su Publio Virgilio

Di là per quel ner loco compagnai / colui che dai viventi a infer discese / dal canto di quell'estro or qui tornai

Pubblicato il 6 maggio 2013, in Politica (Inferno) con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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