L’insostenibile pesantezza dell’etere

Scritta a quattro mani con @CorneliusCootDilbert

CorneliusCoot Un giorno, come tra due cari amici
 parlando dello stress e noi sue prede
 a Dante parlai dei miei sacrifici

“Nei giorni in cui il lavoro il passo cede
al riposar di membra e affetti cari
la mente sembra un fior che l’acqua chiede”

Neuroni e recettor… i più precari
se dan forfait, la pausa serve acuta
al fin di riposar coi famigliari

“Purtroppo un solo giorno non aiuta
se gli altri giorni della settimana
il fior viene annaffiato con cicuta”

Codesta sua risposta pare lama…
Oh Dante, che tristezza…. questo è vero!
dev’esser l’abitudine italiana.

“Mio caro Dante, brutto per davvero
siam sempre troppo appresso a li doveri
che a riposar pensiam… sol col pensiero”

dante_alighieri_normal1.jpg Mio caro amico, quel che dici è vero

 sebben non sia il dovere la ragione
 piuttosto un’efficienza pari a zero

Altrove, dall’America al Giappone
son più concisi, meno bizantini
non perdon tutto il dì in una riunione

Non han la fissa del telefonino
perennemente acceso, a dar risposta
fulminea a ogni messaggio anche cretino

Vediamo il bello, non quanto ci costa
l’onnipresenza on line, senza mai fine
l’assurda dipendenza dalla posta

Sembriamo in batteria delle galline!

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Pubblicato il 23 maggio 2013, in Amenità (Paradiso) con tag , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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