Là dove molta pioggia mi percuote

Scritto per il LoLington Post

“Io venni in loco d’ogne luce muto, Il nuovo canto V dell'Inferno
che mugghia come fa mar per tempesta,
se da contrari venti è combattuto.

La bufera infernal, che mai non resta,
mena li spirti con la sua rapina;
voltando e percotendo li molesta”

Il mese che viviam, di grigio tinto
mi sembra di lussuria il contrappasso
che scrissi nell’Inferno, canto quinto

Laddove ci si dedicò allo spasso,
piaceri della carne dissoluti
la pena è di subir di pioggia squasso

Un dubbio vien: saran forse dovuti
la pioggia a secchi, il freddo persistente
a scandali che a Iddio son pervenuti?

E se la colpa del tempo indecente
fosse del Re dell’eleganti cene
e del Consiglio nostro ex-presidente?

Oh Dio, paghiamo già salate pene
a causa del ventennio scellerato
Almen delle ore soleggiate e amene

d’estate a cui c’hai sempre abituato
la gioia lasciaci, che il vecchio adagio
rammento: “piove sempre sul bagnato”

Ad Arcore concentra il nubifragio!

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Pubblicato il 29 maggio 2013, in Amenità (Paradiso) con tag , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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