Come ti riciclo un Falco

Scritto per il LoLington Post

Come ti riciclo un FalcoNon è chiarissimo cosa sia cambiato all’interno del PDL dopo il voto di fiducia, però due cose sono certe:

1) Alfano, al pari di un bambino in età prescolare, ha scoperto che gli attributi posti all’altezza del pube non sono solo utili, ma all’occorrenza anche divertenti. Bisogna vedere se potrà continuare a giocarci o se la pratica gli verrà inibita dal Papi con la minaccia della cecità;
2) L’ala oltranzista, i cosiddetti Falchi, hanno fallito. In caso di cambio di leadership all’interno del Partito, o peggio ancora di revisione della legge elettorale, saranno i primi a doversi cercare un altro lavoro.

Cosa tutt’altro che banale: cosa far fare a chi è totalmente sprovvisto di talento, cultura, buon senso, e in alcuni casi della minima traccia di materia grigia all’interno della scatola cranica?
Io qualche idea ce l’avrei: ditemi cosa ne pensate.

Daniela Santanchè
Il suo amico, protettore, pigmalione Silvio le troverà certamente un posto in televisione. Ma quale?
Troppo vecchia per fare la velina. Troppo antipatica per fare la presentatrice. Troppo ignorante per fare il mezzobusto al TG4. L’unico talento indiscusso che possiede è urlare come fosse al mercato del pesce.
Esiste un solo ruolo per il quale sembra fatta su misura, che guarda caso dopo Wanna Marchi e Giorgio Mastrota è rimasto vacante: la venditrice di pentole su MediaShopping.
Da Falco a Gallina.

Tanto scurrile e disonesta pare
la donna, ch’urla pur quando saluta
e, dato che non sa restare muta,
che Wanna Marchi vada ad emulare

Renato Brunetta
Sua collocazione naturale sarebbe il parco di Villa San Martino ad Arcore, ad impersonare Brontolo per la collezione dei Sette Nani Viventi del Cavaliere. Ma pare che Dudù abbia il brutto vizio di utilizzarli come ricettacolo dei suoi bisognini.
D’altra parte i Sette Nani, quando non si trastullano in giardino, trascorrono la loro giornata lavorando duramente in miniera: un’esperienza nelle viscere del Sulcis sarebbe un’occasione unica per far capire a Renatino cosa significa “spaccarsi la schiena” e gli fornirebbe più di una ragione, stavolta valida, per lamentarsi.
Da Falco a Picchio

Renato, nè carino nè educato,
brontolerà a ragion spaccando sassi,
di mazza e di piccon solo dotato

Alessandro Sallusti
Non ci sono dubbi: il suo mestiere ce l’ha scolpito in faccia. Dismessa la penna, che non ha mai saputo usare per altro scopo che non fosse gettare fango sulle vite altrui, continuerà a gettare fango, ma sui defunti e armato di vanga.
Come becchino è semplicemente perfetto: continuerà ad essere pagato per seppellire, ma senza nuocere ad alcuno, anzi prestando un servizio di pubblica utilità.
Da Falco ad Avvoltoio

Di penna non fu certo un fuoriclasse
ma, con la vanga, di terriccio e fango
ricoprirà solerte bare e casse

Sandro Bondi
Diciamoci la verità: l’indole del falco rapace non l’ha mai avuta. Con quell’aria da morto di sonno, quel tono mellifluo, quei modi untuosi, sembra più un parroco incline alla pederastia. Negli ultimi tempi, poi, lo si è sentito urlare anatemi, lanciare invettive, predire castighi. Una specie di Savonarola, ma con meno vigore e ancor meno lucidità.
Non gli auguriamo di fare la stessa fine, ma il suo posto è certamente in convento. Nessuno ne sentirà la mancanza.
Da Falco a Pinguino

Quell’aria da beghino in penitenza
appar più convincente se reale
diventan contrizione e sofferenza
 

Michaela Biancofiore
Autrice di gag e battute inimitabili, da fare invidia al cabarettista e comico Antonio Cornacchione.
Come dimenticare, ad esempio: “Con Berlusconi al Quirinale avremmo un’Italia-rock”? Oppure: “Obama era un modesto avvocato che è stato montato tantissimo dal sistema mediatico. Berlusconi vicino a loro giganteggiava, lui era un taicon”? Per non parlare della migliore: “Nessun uomo ha mai sacrificato la sua vita e la sua felicità per gli altri come ha fatto Berlusconi”
Dopo la dipartita di Bisio, Zelig va rilanciato con qualcuno che abbia la comicità nel sangue, la capacità di strappare una risata fragorosa così, semplicemente improvvisando. Una talento talmente genuino da sembrare costruito.
Da Falco a Cinciallegra

Quello di Miki è un vero paradosso:
più parla seriamente, e più chi ascolta
dal ridere se la fa quasi addosso

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Pubblicato il 9 ottobre 2013, in Vita Nòta con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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