La Bolgia Infernale – speciale Halloween

Scritto per il LoLington Post

Ho cercato fino all’ultimo di evitarlo, ho stretto i denti per non dover entrare in quell’inferno, ma so di non avere scelta.HW_lolt_porta-inferno-300x336
Qualcosa dentro di me, una sensazione calda e opprimente, mi spinge ad andare avanti, e nonostante provi orrore per quello che troverò in quel buco nero, non posso farne a meno. Semplicemente, non ho alternative.

Mi accingo a varcare l’uscio. Già di per sè è inquietante: una porta rosso fuoco, fiammeggiante, sulla quale è dipinto un volto demoniaco che mostra le sue fauci spalancate, con due enormi canini grondanti sangue.
Spingo la porta, che cigola sinistra. L’oscurità è totale, interrotta solo da una luce al neon guasta, che si accende e si spegne a intermittenza. La fioca luce bluastra è accompagnata da un ronzio simile a quello di un moscone incastrato nella friggitrice anti-insetti.
I pochi dettagli illuminati dal neon balbettante non sono sufficienti a orientarmi, riesco a malapena a non inciampare sul pavimento scivoloso. A tastoni cerco un interruttore, ma al contatto con la mano risponde solo una superficie viscida, ricoperta da una sostanza sulla cui origine preferisco non indagare. Ritraggo la mano disgustato, cercando di ignorare il fastidio sui polpastrelli appiccicosi. Esito un attimo: sono ancora in tempo per andarmene, scappare a gambe levate, nessuno se ne accorgerà.

Ma quella sensazione dentro di me si fa sempre più opprimente.
Decido di proseguire.

Fa caldo, un calore umido e malsano, che rende il respiro affannoso. Slaccio un bottone della camicia in cerca di aria.
L’odore è nauseabondo: odore di umanità, di sudore, di escrementi, e più mi addentro in quel luogo immondo e più il calore appiccicoso misto al tanfo si fa pesante, invadente, al punto che pare abbia una sua consistenza.
In preda al panico cerco aiuto: “C’è nessuno? E’ tutto buio qui, non si vede niente!!”. L’unica risposta che ricevo è un verso gutturale, sguaiato, simile a un lamento… ma poi riconosco il gemito tipico di chi sta vomitando l’intero contenuto dello stomaco.
La disperazione mi porta ad correre in direzione opposta, e mi fa sbattere contro qualcosa di liscio e duro. Indovino la sagoma di una porta. Forse ho trovato quello che cerco, mi dico mentre cerco di capire se sto sanguinando dal naso.
La apro, ignorando il fetore che mi colpisce dritto in faccia come un pugno.

Procedo col braccio teso in avanti.
Mi abbasso in cerca di una conferma.
Trovo qualcosa di duro, freddo, liscio e tondeggiante.
La cavità presente al centro mi conforta: ce l’ho fatta!!
Senza attendere nemmeno un istante in più, ignorando caldo e umori vari, sbottono i pantaloni e mi siedo.
La sensazione opprimente lascia pian piano il posto ad un senso di leggerezza ed appagamento…

Bagno di merda di una discoteca di merda.
Se non fosse per le 10 birre medie che mi sono scolato, col cazzo che ci mettevo piede!

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Pubblicato il 28 ottobre 2013, in De Vulgari Dementia con tag , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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