Non vi si pensa quanto sangue Costa (Par. XXIX)

Due anni e più adagiata sul fondale
image dell’isoletta dal candido fiore
oggi ha concluso il viaggio suo finale

Nel porto, tra fotografi e clamore,
al molo è ora ormeggiata e mostra, inerte,
al mondo lo spettrale suo pallore

La gara è in corso tra chi è più solerte
ad esaltar dell’opra la portata
tra meriti sicuri e colpe incerte

Se una morale in ciò vien ricercata
si giunge ad una sola conclusione
ch’è sempre la medesima e assodata.

Nelle disgrazie sol l’Italia espone
le sue capacità, ciò che può fare:
la forza necessaria alla reazione

E appena di successo un lume appare
ci si abbandona alla celebrazione
anche se nulla v’è da festeggiare

Tesoro non sa far della lezione:
soltanto una catastrofe la scuote
dal guscio di apatia e rassegnazione

Laddove l’efficienza nulla puote
la Provvidenza arriva e un’emergenza
pieni poteri dà a coscienze vuote

Non fosse per la grande sofferenza
di chi ha perduto i cari, stai a vedere
che merita Schettin la riverenza

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Pubblicato il 27 luglio 2014, in Fatti di cronaca (Purgatorio) con tag , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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