Cambiare tutto perchè tutto resti uguale

Mi è capitato recentemente di leggere su Roma alcune considerazioni che riporto qui di seguito.
La cosa inquietante è che non si riferiscono ai recenti fatti di Mafia Capitale, ma all’Antica Roma del Tardo Impero.
Darwin ci deve una spiegazione, se dopo 2000 anni siamo ancora qui a ripetere gli stessi errori. Qualcosa deve essersi inceppato nel meccanismo evolutivo dell’Homo Italicus.antica-roma

Associazioni paramafiose, corruzione elettorale e brogli, concussione e peculato, bustarelle, appalti e tangenti, vendita di posti e di cariche, corruzione dei giudici, potere delle raccomandazioni.

Largo uso della pratica clientelare, secondo cui, in cambio di tutela e di assistenza giuridica, i clienti dovevano mostrare devozione al loro “patrono”, rendendogli numerosi servigi. Tra patrono e cliente esisteva un legame così forte che erano esentati dal testimoniare l’uno contro l’altro. L’esibizione di numerosi clienti da parte del patrono costituiva una fonte di prestigio e di potere di primaria importanza.

Brogli elettorali. Il campionario dei metodi per alterare il risultato elettorale era molto vario: elargizioni di denaro e di favori agli elettori, pressioni e intimidazioni al momento del voto, faziosità e corruzione dei magistrati incaricati dello spoglio dei voti e della proclamazione del vincitore. Questo campionario di irregolarità era però continuamente contrastato da iniziative volte a garantire il regolare svolgimento delle elezioni.

La corruzione e le malversazioni dei funzionari dello stato affliggevano coloro che erano sottomessi alla loro autorità. Nonostante il generoso appannaggio ricevuto, i governatori delle provincie e gli alti gradi dell’amministrazione periferica spesso approfittavano con le irregolarità più diverse della propria posizione. Ma la corruzione riguardava anche i gradini inferiori dell’amministrazione statale, ad esempio i titolari di lucrosi appalti statali.

L’amministrazione della giustizia è un altro settore della vita pubblica romana toccato da ampia corruzione. Il magistrato pubblico incaricato dell’amministrazione giudiziaria affidava i giudizi a un giudice scelto dalle parti o da egli stesso designato. Esistono numerosi esempi di come i processi fossero spesso volti a favore di un personaggio ricco e potente. I processi erano pubblici, cosa che temperava gli eccessi della corruzione dei giudici e che faceva emergere l’attività di giudici integri e imparziali come termine di confronto per l’attività di tutti gli altri.

Non poteva mancare l’argomento delle raccomandazioni. Al crescere della pubblica amministrazione si moltiplicarono i posti nelle carriere statali. La caccia al posto era l’attività principale dei giovani rampanti delle classi emergenti. Per ottenerlo era necessario godere di influenti raccomandazioni, nelle quali non è possibile trovare traccia delle qualità specifiche che il candidato poteva vantare per occupare degnamente la posizione cui aspirava, ma solo l’esaltazione di generiche virtù e soprattutto della fedeltà del raccomandato.

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Pubblicato il 8 dicembre 2014, in Vita Nòta con tag , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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