Archivi categoria: Amenità (Paradiso)

Solstizio d’estate

E’ estate: la stagione del colorewpid-field_hamois_belgium_luc_viatour.jpeg
il culmine dell’anno, quasi il resto
ne sia preparazione oppur pretesto,
lenta rivalsa da buio e grigiore

Le altre stagioni: inverno, primavera
e autunno son la prova generale
di quel grande spettacolo teatrale
che la Natura ci presenta, fiera

Più intenso d’ogni fior sento l’odore
il sole indaco rende il cielo immoto
delle cicale il canto i sensi culla.

Di nove mesi i patimenti annulla:
un anno senza estate è triste e vuoto
come una vita intera senza amore

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La selva delle password

Nel mezzo del cammin di nostra vitaimage
mi ritrovai con un’utenza oscura:
la password della posta aveo smarrita

Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta password di letter d’ogne sorte
che di mia testa è uscita, per sventura

Non rammentarla è andar incontro a morte;
ma per trattar di come la trovai,
le password d’ora in poi farò più corte…

Il distributore di complimenti

Per farci tutti quanti più contenti
image perché nessuno ad inventar s’ingegna
qualcosa che dispensi complimenti?

Col malumore ch’ogni dove regna
dell’aggettivo ormai s’è perso l’uso
che faccia una persona sentir degna

Stupisce che caduto sia in disuso
qualcosa senza controindicazioni
nè costi che paventino un abuso

Tant’è: se cerchi congratulazioni
lo specchio resta il solo e unico mezzo
per ricavar delle soddisfazioni

E allora, per solleticar il vezzo
prendiamoci i dovuti apprezzamenti:
se non gratuiti, almen pagando un prezzo

Un’apparecchiatura, orsù, s’inventi
che con un contributo minimale
si spertichi a elargire complimenti

“Signora, resta sempre tale e quale!
Col diavolo per caso ha fatto un patto
che ad un’adolescente la fa uguale?”

“Dottore, quale ventre sodo e piatto!
L’addominale avrà di tartaruga
che dall’invidia potrei dar di matto!”

Così, se capolino fa una ruga
o la calvizie senza sosta avanza
invece di pensar a vie di fuga

la stima ritroviamo e la speranza:
la macchina e una sola monetina
fanno sparire cellulite e panza

In fondo basta poco alla mattina
per ritrovar sorriso e buonumore:
una parola dolce e genuina

non costa nulla ma riscalda il cuore

La Popo Art

M’è capitato un fatto di recentePopo Art
che mi porta a riflettere su quanto
a volte proprio stramba sia la gente

Un bel mattin, durante il giorno santo,
m’incamminavo sulla Martesana
che al borgo Meneghino scorre accanto.

La passeggiata mia antemeridiana
venne interrotta quando, tra la gente,
scorsi una cosa a dirsi alquanto strana.

Due giovani, con fare indifferente,
guardavano dabbasso il marciapiede
mostrando un entusiasmo assai evidente

Allorché l’occhio mio nulla ci vede
cammino circospetto accanto a loro:
ciò che gli vidi far non lo si crede

Con bombolette spray d’argento e d’oro
e altri color, i baldi ragazzoni
facean sul marciapiede un ghirigoro

La “base” per le loro creazioni
era una nota forma di “natura”:
dei cani ricordini e deiezioni

Lanciai un’occhiata attorno con paura
notando che ogni sterco nei paraggi
era già stato oggetto della cura

Il sole già splendeva, ed i suoi raggi
facean sbrilluccicare sulla strada
quei sozzi e alquanto insoliti messaggi.

L’Arte Moderna, è ver, non sempre aggrada
ma nonostante ciò il dubbio mi piglia
se in questo caso il nome usato vada

O non sarà di Warhol mica figlia
e come tale vada celebrata?
La “Popo Art”: la nuova meraviglia!

Il 750° Genetliaco Dantesco

Ebbene sì: tra grandi gioie e affanni,750enario Dante
l’eternità m’appresto a accarezzare:
festeggio settecentocinquant’anni

La ricorrenza mi fa ritornare
con il pensiero a quando il BelPaese
ai tempi miei solevo attraversare

Allor le decisioni erano prese
da Signorotti, chiusi nei castelli,
ignari dei problemi del Paese

Chi producea e accollavasi i fardelli
più grandi eran bifolchi e contadini,
perciò schiacciati da tasse e balzelli

Il popolo, sia adulti che bambini,
soleva contrapporsi tra fazioni
ostili, come i Guelfi e i Ghibellini

Per far fortuna e guadagnar milioni
bastava aver legami col Potere
che ripagar sapeva “buone azioni”

Per i propri diritti far valere
ci si affidava alle Corporazioni
simili a Caste, esclusive e severe

Esercitar di Legge le funzioni
il povero punir significava
pel furto di cibarie e libagioni

Il ricco spesso liscia la passava
anche se si macchiava d’un reato,
non sol se commetteva azione brava.

Per non parlar di Chiesa e di Papato
che, dediti al denaro, agli Istituti
di Credito insidiavano il primato.

Codesti fatti inver sono accaduti
nell’era Medievale, dolorosa
e densa di soprusi risaputi.

Ma adesso, certo, è tutta un’altra cosa…

La storia della letteratura a fumetti. 5

Donna, se’ tanto grande e tanto vali (Par. XXXIII)

Non conta che somigli a una sirena8marzo
o che come una cozza sia bruttina
o che sia magra come una sardina
o invece grassa come una balena

La donna è come un pesce: ci appresta
a degustar la carne del suo ventre;
eppure il vero intenditor, nel mentre,
sa che la leccornìa sta nella testa

Per la tua donna fa’ un gesto galante
e omaggiala del fior della mimosa
come prescritto dalla tradizione.
Ma tutti gli altri giorni, un’emozione
inaspettata, una piccola cosa,
con cui stupirla è ancora più importante

La leggenda di San Valentino

C’era una volta un giovane, Sabino,San Valentino
romano, centurione e gran soldato,
a cui toccò uno scherzo del Destino.

Di nobile famiglia blasonato,
più Dèi, com’era d’uso, avea nel cuore:
al credo dei pagani era votato.

Un giorno in cui marciava con fervore
per Terni s’imbatté in una donzella:
Serapia, per cui fu subito amore

Serapia era fanciulla buona e bella;
però ella venerava il Dio Cristiano.
Per un pagano ciò era vera iella.

Sabino corse a chiederne la mano
ma i genitori opposero rifiuto
ed ogni tentativo restò vano.

Ma egli era un soldato risoluto:
al Vescovo di Terni, Valentino,
rivolse la richiesta sua d’aiuto

Il Vescovo restò ed essi vicino
dando alle nozze la benedizione
dopo che battezzato ebbe Sabino

Ma pria di celebrar dei due l’unione
Serapia s’ammalò di febbre e tisi
senza speranza alcun di guarigione

Sabino cadde in preda ad una crisi.
A Valentino chiese: “Sia mia moglie
prima che parta per i campi elisi”

E, narra la leggenda, come foglie
dal ramo un sonno eterno portò via
d’ambo gli amanti le beate spoglie.

Ma maritarli fu vera eresia:
col suo martirio, dell’incauto gesto
pagò San Valentino la poesia

D’amanti è il protettor proprio per questo,
chè per amore altrui donò la vita
(seppur c’è chi sostiene sia un pretesto
)

Pensiamo positivo

Auguri, cari i miei connazionali!Re Magi
Passato è un altro anno, e più che il bene
finiamo ad elencarne solo i mali

Non fu granchè quest’anno, è ver, sebbene
sforzarmi voglio di rendergli omaggio
con che di positivo mi sovviene

Serve una buona dose di coraggio
ad isolare pochi avvenimenti
sì pallidi che paiono un miraggio

ma almeno come auspicio o come intenti
per l’anno nuovo è d’uopo ricordare
alcuni fatti, più o meno recenti

La Costa ha finalmente preso il mare:
il Giglio è ritornato alla sua vita
e i morti in pace posson riposare

Una prelibatezza fu insignita
del marchio “Patrimonio dell’Unesco”:
è di Pantelleria il Passito, cita
.

E che là nello spazio sieda al desco
e guidi la missione una donzella

nostra concittadina, ha del fiabesco.

Non ci abbattiamo mai, seppur la iella
di vista ha dieci decimi, e discreta
di marcia ogni anno sia la sua tabella

Pazienza se sfuggirci par la mèta:
anche i Re Magi, per trovar la strada,
seguire hanno dovuto una Cometa

Tanti Auguri ai duri e puri

Di Valeria Noli

E tanti e tanti auguri a tutto il mondo:Auguri
la Mafia danza lieta, qui trionfa,
ed il governo pensa a farci il tondo.

Perché il buon gusto cade, cede e tonfa
e se non hai lavoro, voglia o meno,
tu non puoi farci nulla. Il gatto ronfa

nella sua cesta, dorme senza freno,
e saltano le pulci sul suo pelo,
e possono perfin balzarti in seno.

E blatera la nonna – santo cielo! –
lamenta un suo passato ricco e antico,
“S’andava a sentir messa con il velo”.

Allora, amico caro, te lo dico:
fatti un Natale tuo, col vitalizio,
che ieri passeggiando in via Panìco

alcuni vidi andar, colmi di vizio,
lupi senza pelliccia, ma viziosi,
lupe con la pelliccia e tutte sfizio.

Giravano i negozi più lussuosi
in cerca di una “mise” molto elegante
per i veglioni lor libidinosi.

Ma son tutti parenti all’elefante
che un dì, dentro un negozio di cristalli,
fece un bel po’ di danni; o tu danzante

sul fil del precipizio, sulle valli,
politico: ti attendono, pazienti,
padri incapienti, poveri e camalli.

T’aspettano, con occhi intelligenti:
verrà quel tempo che gli dia ragione
su chi scrive decreti malviventi,

che meritan ludibrio e reclusione.
Molti nel mondo vivono la crisi,
ma a noi non è bastato Don Puglisi.