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Fatti non foste a viver come Nuti

Allo schiarir dell’Orizzonte

Spero mi perdonerete se questo post non sarà in rima come di consueto e se mi accingo ad affrontare un argomento serio, ma ne vale la pena.Horizon-2020

Per ragioni che non vi starò a spiegare sono venuto a conoscenza di un programma lanciato dall’Unione Europea della durata di 7 anni, chiamato “Horizon 2020”. Lo scopo del programma è finanziare chiunque (e sottolineo chiunque, siano aziende, Governi o Pubbliche Amministrazioni) voglia sviluppare entro il 2020 un progetto che abbia come scopo il miglioramento della qualità della vita dei cittadini comunitari, lo sviluppo economico e la creazione di posti di lavoro.
Fra i temi all’attenzione ci sono, ad esempio, il cambiamento climatico, il trasporto e la mobilità sostenibile, le energie alternative, la sicurezza alimentare, l’invecchiamento della popolazione.

I finanziamenti, a fondo perduto, vengono erogati a fronte di un normale bando di gara, e come dicevo sono aperti a tutti. Ma la cosa più interessante è la cifra che l’Unione Europea ha stanziato per supportare Horizon 2020: 80 miliardi di euro.
Per intenderci, 80 miliardi di euro è una cifra a 10 zeri: sono pari a 160 mila miliardi di vecchie lire ed equivalgono a 2 o 3 delle “manovrine” che piacevano tanto a Tremonti, e che si sostanziavano in aumenti delle tasse e tagli lineari a sanità e istruzione. Ma soprattutto equivalgono a quanto l’Italia paga in un anno come interessi sul debito pubblico (sempre che non aumenti lo spread).

80 miliardi di euro sono una montagna di soldi.

Vi chiederete perchè vi sto raccontando tutto questo.
Perchè da anni ormai non ci sentiamo dire altro che “non ci sono soldi”. Non ci sono soldi per attuare le riforme, non ci sono soldi per costruire nuove infrastrutture, non ci sono soldi per la banda larga, non ci sono soldi per combattere il dissesto idrogeologico. Tutti problemi che rientrano alla grande nell’ambito del miglioramento della qualità della vita, dello sviluppo economico e la creazione di posti di lavoro.
Vuol dire che non c’è bisogno di alzare le tasse o distruggere il welfare, perchè almeno una parte dei fondi necessari a finanziare gli investimenti arriverebbe dall’Europa. Proprio lei, la tanto vituperata matrigna, additata come colei che sa solo imporci rigore!

Altra cosa interessante: la UE da sempre mette a disposizione finanziamenti a fondo perduto per progetti del genere. Purtroppo, in cambio, chiede che venga presentato un progetto chiaro, e che si dia evidenza di come vengono spesi i soldi erogati. E poichè la trasparenza è incompatibile col modus operandi mafioso visto in occasione di Expo, Mose, ecc, il risultato è che, in media, l’Italia utilizza solo il 9% dei fondi a disposizione. Salvo poi continuare a piangersi addosso e a dire che “non ci sono soldi”.

Non voglio annoiarvi ulteriormente. Sul web trovate centinaia di articoli su Horizon 2020, sui finanziamenti europei agli Stati dell’Unione, e sul loro utilizzo reale.
Vi invito ad andarne a leggere almeno qualcuno, e a non dimenticarvene le prossime volte che ci diranno che “non ci sono soldi”, o quando Grillo, Salvini e altri demagoghi populisti che ci raccontano solo metà della storia puntano il dito contro l’Europa, il tiranno “che solo chiede e nulla dà”

Cambiare tutto perchè tutto resti uguale

Mi è capitato recentemente di leggere su Roma alcune considerazioni che riporto qui di seguito.
La cosa inquietante è che non si riferiscono ai recenti fatti di Mafia Capitale, ma all’Antica Roma del Tardo Impero.
Darwin ci deve una spiegazione, se dopo 2000 anni siamo ancora qui a ripetere gli stessi errori. Qualcosa deve essersi inceppato nel meccanismo evolutivo dell’Homo Italicus.antica-roma

Associazioni paramafiose, corruzione elettorale e brogli, concussione e peculato, bustarelle, appalti e tangenti, vendita di posti e di cariche, corruzione dei giudici, potere delle raccomandazioni.

Largo uso della pratica clientelare, secondo cui, in cambio di tutela e di assistenza giuridica, i clienti dovevano mostrare devozione al loro “patrono”, rendendogli numerosi servigi. Tra patrono e cliente esisteva un legame così forte che erano esentati dal testimoniare l’uno contro l’altro. L’esibizione di numerosi clienti da parte del patrono costituiva una fonte di prestigio e di potere di primaria importanza.

Brogli elettorali. Il campionario dei metodi per alterare il risultato elettorale era molto vario: elargizioni di denaro e di favori agli elettori, pressioni e intimidazioni al momento del voto, faziosità e corruzione dei magistrati incaricati dello spoglio dei voti e della proclamazione del vincitore. Questo campionario di irregolarità era però continuamente contrastato da iniziative volte a garantire il regolare svolgimento delle elezioni.

La corruzione e le malversazioni dei funzionari dello stato affliggevano coloro che erano sottomessi alla loro autorità. Nonostante il generoso appannaggio ricevuto, i governatori delle provincie e gli alti gradi dell’amministrazione periferica spesso approfittavano con le irregolarità più diverse della propria posizione. Ma la corruzione riguardava anche i gradini inferiori dell’amministrazione statale, ad esempio i titolari di lucrosi appalti statali.

L’amministrazione della giustizia è un altro settore della vita pubblica romana toccato da ampia corruzione. Il magistrato pubblico incaricato dell’amministrazione giudiziaria affidava i giudizi a un giudice scelto dalle parti o da egli stesso designato. Esistono numerosi esempi di come i processi fossero spesso volti a favore di un personaggio ricco e potente. I processi erano pubblici, cosa che temperava gli eccessi della corruzione dei giudici e che faceva emergere l’attività di giudici integri e imparziali come termine di confronto per l’attività di tutti gli altri.

Non poteva mancare l’argomento delle raccomandazioni. Al crescere della pubblica amministrazione si moltiplicarono i posti nelle carriere statali. La caccia al posto era l’attività principale dei giovani rampanti delle classi emergenti. Per ottenerlo era necessario godere di influenti raccomandazioni, nelle quali non è possibile trovare traccia delle qualità specifiche che il candidato poteva vantare per occupare degnamente la posizione cui aspirava, ma solo l’esaltazione di generiche virtù e soprattutto della fedeltà del raccomandato.

Foto delle vacanze: le 5 reazioni classiche di amici e colleghi

Scritto per InSupposte

Finite le vacanze, ancora per qualche giorno ci si consola guardando, sistemando e caricando nei social le istantanee più belle, quegli attimi di felicità cristallizzati che ci procurano un mix di gioia e malinconia.Foto delle vacanze: le 5 reazioni classiche di amici e colleghi
E dato che la felicità è vera felicità solo se condivisa, ognuno di noi mostra orgogliosamente ad amici, colleghi e parenti luoghi, paesaggi, situazioni, abbuffate, aspettandosi di ricevere una reazione di apprezzamento.

Che qualche volta arriva. Altre volte le espressioni facciali e i commenti detti o postati svelano ben altri pensieri. Ecco i 5 più frequenti:

1Che posto di merda! Molto meglio dove sono andato io”. Altro che l’erba del vicino è sempre più verde: anche se lo fosse, gliela brucerebbero col diserbante! Sono i classici soggetti del “Bello, però dov’ero io…”: loro sono sempre un gradino sopra agli altri, fanno sempre qualcosa di diverso o in più, e se non lo hanno fatto, piuttosto che darvi la soddisfazione di cedere il loro immaginario scettro, se lo inventano. Oppure sminuiscono quello che fate voi, in modo da ristabilire la loro indiscussa supremazia;

2Sicuramente per andare in un posto del genere si è ipotecato la casa”. E’ una reazione sorella della precedente: di fronte a immagini di posti esotici e/o esclusivi, rosicano all’idea di non esserci stati loro. E adottano la tattica della volpe e l’uva, convincendosi del fatto che non ne valesse la pena a causa del sicuramente pessimo rapporto qualità/prezzo. Sono quelli che si informano minuziosamente sul costo di ogni dettaglio del vostro viaggio e concludono affermando di essere stati “in un posto bellissimo spendendo quasi niente”;

3 “Queste foto sembrano fatte da un malato di Parkinson. Se avete amici o conoscenti appassionati di fotografia e per questo convinti di essere Helmut Newton o Steve Mc Curry, sapete a cosa mi riferisco. Al posto di guardare il soggetto delle fotografie, criticano l’inquadratura, o sostengono sia sovraesposta, o controsole, e via dicendo. Di solito dopo aver guardato le vostre foto tirano fuori il tablet e cominciano a mostrarvi le loro (mai meno di un migliaio), per evidenziare, anche se pacatamente, la differenza tra le vostre ciofeche i loro capolavori;

4 “Madonna, che palla di lardo! Che coraggio mettersi in costume!“. Reazione tipicamente femminile: tra le centinaia di foto scattate, amiche e colleghe indugiano su quelle in cui apparite in costume o in abiti che lasciano intravedere spanne di pelle di solito sapientemente nascoste. La loro speranza è che abbiate più buchi di cellulite, più pancia e più rotolini di loro, in modo da convincersi di non essere poi così male e di far tacere la coscienza quando, per il decimo anno di fila, bucheranno il proposito, fatto soli pochi giorni prima, di iscriversi in palestra;

5 “Oooooh che bello! (quando finisce ‘sta tortura?)”. In realtà di guardare le vostre foto e di sapere cosa avete fatto durante le vacanze non gliene può fregare di meno. Ma dato che hanno paura di sembrare scortesi dandolo a vedere, fingono interesse e commentano qualunque cosa con esclamazioni entusiastiche, anche se il tono fa venire il dubbio che stiate mostrando le foto ad un risponditore automatico. Il loro obiettivo è ovviamente quello di farvi terminare la vostra piccola mostra prima possibile in modo da passare ad altro. Ad esempio alle fotografie delle loro vacanze.

5 errori da evitare per conquistare (e tenersi) una donna

Scritto per InSupposte

Si dice che le donne siano un mistero da risolvere. E’ un eufemismo: diciamo pure che assomigliano più ad un’equazione differenziale a 10 incognite, anche se sono sicuramente più piacevoli.

Ma ho due buone notizie per i Signori Gentiluomini.5 errori da evitare per conquistare e tenersi una donna
La prima è che sono pronto a mettere a vostra disposizione la mia esperienza plurisecolare: checchè se ne dica, le donzelle cambiano gusti in fatto di vestiti, scarpe e borse, ma non in fatto di uomini.
La seconda è che, essendo io secondo solo a Giacomo Leopardi in fatto di “due di picche” e avendo imparato dai miei numerosi errori, ho ridotto le incognite da 10 a 5.
Nel senso che in almeno 5 situazioni ho la certezza che qualunque approccio si tradurrebbe presto o tardi in un due di picche.

Mi appresto quindi ad elencarvi 5 atteggiamenti in cui spesso inciampiamo, e che le donne amano alla stessa stregua dei cuscinetti di cellulite:

1) Atteggiamento “T-Rex”, ovvero “del braccino corto”. Lungi da me consigliarvi di sommergere una donna di regali allo scopo di comprare i suoi favori, nonostante esistano parecchie donzelle disposte ad abbocare ad un amo luccicante. Questo non vuol dire però che dobbiate dedicare alla vostra lei le stesse attenzioni che riservate alla povera pianta grassa che bagnate una volta ogni 6 mesi e che resiste vostro malgrado in un angolo recondito del vostro appartamento. Alle donne piace avere la conferma che siete nei loro pensieri. Non è necessario il brillocco: farle una sorpresa ogni tanto, come un banale fiore, richiede un limitato investimento finanziario, vi fa acquistare gli stessi punti di una prestazione erotica da manuale, e rispetto a questa vi costa parecchie energie in meno;

2) Atteggiamento “Pigiama”, ovvero del “nerd sfigato”. Quanto ci piace esibire la nostra donzella quando sfoggia un bel vestito, un tacco 12 e un trucco che la valorizza? Parecchio. Anche le donne gradiscono che un uomo si accompagni a loro con un taglio di capelli moderno, sbarbato o col pizzetto a posto, e con un look adeguato. Quindi, se non volete andare in bianco a vita, rinunciate ai capelli con la riga di fianco stile ragioniere anni ’50, alla maglietta di quando avevate 20 anni anche se ci siete molto affezionati e ai pantaloni che fanno sospettare abbiate l’orchite. Non avere gusto non è una buona ragione per farvi accompagnare da vostra madre a fare shopping, a meno che non puntiate a donne sue coetanee;

3) Atteggiamento “SuperEgo”, o “parlo solo io”. Va bene essere intelligenti e colti, va bene che abbiate viaggiato un casino o facciate il lavoro più fantastico del mondo. Alle donne piace frequentare uomini interessanti, sicuri di sè, che danno l’impressione di sapere il fatto loro. Quello che piace meno è essere trattate come fossero specchi, semplici strumenti che riflettono e confermano l’opinione elevata che un uomo ha di se stesso. Come già detto, le donne apprezzano chi mostra attenzione nei loro confronti, e si prende il disturbo di informarsi sul loro conto. Se non siete disposti a scendere dal vostro trespolo, restateci pure, ma da soli.

4) Atteggiamento “Clown”, ovvero del “simpatico a tutti i costi”. Va bene il detto “le donne bisogna farle ridere”, ma bisogna esserne capaci. Il senso dell’umorismo è una dote innata: o lo si ha o non lo si ha. Se è vero che un uomo realmente divertente acquisisce agli occhi femminili un fascino particolare, è ancora più vero che fare dell’umorismo se non lo si possiede produce risultati disastrosi, alla stregua del cimentarsi nel Karaoke se si è stonati come una campana, e in più vi fa sembrare microcefali anche se avete una laurea cum laude in fisica quantica. Fate leva sulle altre vostre doti, fisiche e non: ne avrete pur qualcuna. In caso contrario, non mi stupisce che le donne non vi calcolino minimente.

5) Atteggiamento “Zerbino”, o Diabete. Quando una donna elenca le qualità che vorrebbe in uomo, ad esempio che sia servizievole, le dica “ti amo” 50 volte al giorno, la sommerga di sms zuccherosi, faccia le pulizie in casa, non pensa veramente ciò che dice. O meglio, nel momento in cui dovesse essere esaudita, lo troverebbe noioso al punto di lasciarlo entro un paio di settimane. Una donna in un uomo cerca un uomo, non un clone di se stessa. Anche noi uomini spesso descriviamo la nostra donna ideale come una bomba del sesso siliconata, dedita esclusivamente ad acrobazie erotiche, ma quanti si accompagnerebbero ad un soggetto del genere per più di qualche serata, o ci metterebbero su famiglia?
Non dimenticate mai che il cane è il migliore amico dell’Uomo. Non della Donna.

I 5 tipi di donna che non ci staranno mai

Scritto per InSupposte

Che puntiate ad una semplice avventura o ad una relazione stabile, ci sono donne con cui è meglio evitare di perdere tempo.I 5 tipi di donna che non ci staranno mai
A meno che non siate più figo di George Clooney o più ricco di un calciatore, o entrambe le cose, non vi si concederanno mai, oppure vi faranno talmente penare che alla fine non vi ricorderete nemmeno più perchè avete iniziato a starle dietro.

Lasciatevelo dire da uno che per una donna è arrivato a scrivere un poema in tre cantiche, e nonostante questo non ha combinato un bel niente…

1) La donna “Profumiera”: conosciuta anche come “gatta morta”, è solita ammaliare con voce suadente, ammiccamenti, moine e dimostrazioni lampo di parti del corpo strategiche studiate ad arte, stile trailer di film di prossimo annuncio. Peccato che lo slogan “coming soon” dei film, con lei si trasformi quasi sempre in un “coming never”: è infatti detta “Profumiera” per il suo vizio di far annusare a tutti l’aroma delle sue grazie senza però concerderle mai a nessuno. Poco male: molto spesso i trailer contengono le uniche scene decenti dei film, che per il resto sono boiate pazzesche.

2) La donna “Elastico”: per lei il corteggiamento è più di un gioco, è quasi una partita a scacchi, dove però lo scopo di non è di fare scacco matto all’altro ma di  far durare la partita il più possibile. In genere, più le si sta dietro è più lei è sfuggente, ma nel momento in cui ne hai le scatole piene e, rassegnato, molli la presa, eccola che ricompare. E usa modi talmente convincenti che tutta l’opera di autoconvincimento che ti sei fatto per mandarla a quel paese viene meno. E ti ritrovi daccapo. Il gioco finisce quando l’elastico si sfilaccia e perde, per l’appunto, la sua elasticità. Il problema è che spesso ne esci sfilacciato pure tu.

3) La donna “Ceralacca”: perennemente alla ricerca di qualcuno che sia alla sua altezza, si comporta come se avesse paura di sciuparsi. Magari gli piaci anche, ma è terrorizzata dal fatto che tu possa non essere quello giusto e crede che, aspettando un po’, possa trovare qualcosa di meglio. E nel frattempo non si decide, perchè se ti si concedesse, nella sua testolina bacata avrebbe la senzazione di aver buttato irrimediabilmente via un prezioso pezzo di se stessa. Quello che non capisce è che anche le cose sigillate ermeticamente prima o poi scadono. E che se anche te la desse, tu, certo, gliela restituiresti.

4) La donna “eBay”: è il tipo di donna per cui molti si rovinano. In genere è bellissima, affascinante, irrestistibile, lo sa molto bene, e lo usa per ottenere il massimo che può: cene, regali, vacanze. La sua non è avidità, è più un giochino che fa con se stessa per misurare il proprio potere nell’ottenere sempre di più dando il minimo indispensabile. Visto che alle aste partecipano diversi offerenti, con lei sai già che l’esclusiva è un’illusione. D’altra parte, che la multiproprietà sia un sòla per cui si paga profumatamente senza nemmeno poter disporre di quello che si è comprato, ormai lo sanno anche i sassi.

5) La donna “Beatrice”: dulcis in fundo, è un po’ un misto di tutti e quattro i generi descritti sopra, anche se di base è un’egocentrica col culto di se stessa. Adora essere corteggiata e non si sottrae alle attenzioni degli altri, l’ammirazione di cui è oggetto è il carburante che alimenta l’adorazione che ha verso se stessa e la conferma. Il gioco della seduzione per lei non è un mezzo, ma è fine a se stesso. Non si impegnerà mai in una relazione stabile, nemmeno se le piaci un casino, perchè altrimenti perderebbe le attenzioni degli altri. E la tue attenzioni da sole, per quanto tu ti possa sforzare, non le basterebbero mai: nemmeno se le dedicassi un’intera cantica di una poesia eterna.

Le 5 cose che gli uomini invidiano alle donne

Scritto per In Supposte

Madonne e Gentili Donzelle, che da sempre andate ripetendo “Come vorrei essere nata uomo!”: non crucciatevi!Festa della Donna

Sì, è vero, un uomo apparentemente gode di maggiore libertà fin dall’infanzia e può essere affascinante senza necessariamente essere considerato stupido.
Può addirittura fare flatulenze in pubblico senza essere bandito dalla propria cerchia di amicizie, anzi destando ilarità.

Ma guardate la questione dal lato opposto: quante cose gli uomini NON possono fare, nonostante ne avrebbero desiderio o necessità, che invece per una donna sono considerate assolutamente naturali?

Vi faccio qualche esempio:

1) Rimediare alla bruttezza: una donna, a meno che non assomigli alla Littizzetto, con un po’ di trucco, una pettinatura giusta e un vestito azzeccato può salire anche di due livelli nella scala “Scorfano-Cozza-Balena-Sogliola-Sirena-Passera”. Un uomo inguardabile resta tale (a meno che non sia miliardario, ma questa è un’altra storia);

2) Essere bassa: una donna alta un metro e cinquanta, se proporzionata, è comunque considerata affascinante. Anzi, ci sono uomini che hanno un vero e proprio debole per le donne minute. Un uomo di quella taglia è irrimediabilmente condannato all’insuccesso: con le donne, al lavoro, alla guida di un’auto. A meno che non si chiami Berlusconi e porti scarpe coi tacchi interni, ma si torna alla questione di cui sopra;

3) Andare in vacanza con un’amica: due donne in vacanza da sole, anche se single e stagionate, sono semplicemente due amiche in vacanza. Due uomini in vacanza da soli, specialmente se single e stagionati, nel migliore dei casi sono due gay, nel peggiore due maiali pedofili alla ricerca di qualche innocente ragazzina del posto con cui trastullarsi;

4) Smettere di lavorare: la carriera non fa per voi? sognate da sempre una famiglia numerosa? La Società non condannerà mai una donna che scelga di essere l’angelo del focolare, e che trascorra la giornata a fare biscotti. Un uomo non solo è geneticamente obbligato a lavorare, ma deve anche avere successo ed essere stressato per essere considerato in gamba. Sposare una miliardaria non risolve il suo problema, anzi, all’etichetta di “incapace” aggiunge quella di “parassita”;

5) Piangere: il pianto, che sia di dolore, rabbia o felicità, è comunque espressione di un’emozione ed è liberatorio. Una donna che piange è sensibile, un cammeo di virtù femminile, ispiratrice di poesie. E’ persino bella. Un uomo che piange? Mammoletta, femminuccia, mezzasega, sono gli epiteti più gentili che può aspettarsi di ricevere, persino dai famigliari. Lascio a ognuno di voi la ricerca dei peggiori…

Dialogo surreale fra Ariel Sharon e il Diavolo

Scritto per il LoLington Post

Atrio dell’Inferno – Ufficio Accettazione, 4 gennaio 2006

“Avanti il prossimo!”Saddam and Satan from South Park
“Salve, sua Malvagità, sono Ariel Sharon, matricola 34557757873”
“Ariel Sharon-Ariel Sharon? Il Primo Ministro israeliano?”
“Proprio io, sua Mostruosità. A proposito, con quale titolo la devo chiamare?”
“Chiamami Lucifero e basta: visto che dovremo passare l’eternità insieme è inutile che ci complichiamo la vita. Bene bene, ho sentito parecchio parlare di te. Fammi dare un’occhiata al fascicolo: non ti sei fatto mancare niente, direi. Ateo, giovane terrorista, artefice di invasioni in Stati confinanti, mandante di stragi, estremista… Niente male!”
“Mah, sono tutte calunnie e propaganda politica. Io sono un servitore della mia Patria”
“Non fraintendermi: io apprezzo quelli come te. Però qui ci sono delle regole, non le ho fatte io, ma sono tenuto a rispettarle a farle rispettare. E per le marachelle che hai combinato tu, ti tocca stare quaggiù con me, invece che a suonare l’arpa con gli Angeli, e guarda che a pensarci bene forse è meglio così. Ad ogni modo, mi sei simpatico: per espiare le colpe legate all’invasione del Libano, alle guerre con la Palestina e all’Intifada, ti assegno al Girone dei Seminatori di Discordia, nella Nona Bolgia. Non sarà poi così male, ogni tanto avrai qualche piaghetta purulenta e sanguinante che ti darà noia, ma ti ci abituerai. In più avrai la possibilità di conoscere Maometto”
“Mi permetto di dissentire, Lucifero. Io non ho mai seminato alcuna discordia, anzi. Ho dedicato la mia vita a difendere Israele dalle aggressioni, e non dimenticare che solo qualche mese fa ho ordinato il ritiro delle truppe dalla Striscia di Gaza. Avrei portato a termine il mio disegno di pace se non fosse stato per l’ictus che mi ha colpito!”
“Mmmm hai ragione… però quello che è fatto è fatto. Qui la Giustizia funziona, mica come da voi. Vabbè dai, qualche delega ce l’ho: ti metto nel Girone dei Violenti, nel Settimo Cerchio. E’ collocato un po’ più in alto nel cono degl’Inferi, quindi fa meno caldo, ed è gestito dal Minotauro. E’ un po’ trucido e coatto, ma è un ragazzo davvero simpatico, diventerete grandi amici. E avrai come compagno di stanza Attila, un casinista come ce ne sono pochi!”
“Mi dispiace contraddirti di nuovo, ma non sono d’accordo nemmeno stavolta”
“Eh no, cavolo! Ti ho detto che mi sei simpatico, ma non ho mica l’anello al naso come il Minotauro! Pensi di prendermi in giro? Le stragi di Sabra e Shatila me le sono sognate io? Hai rischiato di farti condannare pure da quei buffoni del Tribunale dell’Aja e vorresti farla franca qui??”
“Mi permetto di farti notare che non sono mai stato dichiarato direttamente responsabile per quelle stragi, effettuate in realtà da dei falangisti. Sì, ok, avrei potuto intervenire e fare qualcosa per evitare che succedessero, ma un’omissione non ha la stessa gravità di un’azione diretta. Si è trattato di una piccola dimenticanza, al massimo di una negligenza…  Sai, un Ministro della Difesa ha un sacco di cose da fare!”
“Ma insomma, dove credi di essere, al mercato del pesce? Al souk di Gerusalemme? Non si negozia, qui, si accetta di espiare la pena che viene assegnata! Sono pur sempre il Signore degli Inferi, io, mica un usciere!  Sai che ti dico? Che ti sbatto nel Limbo, a romperti le palle dalla mattina alla sera, fino a quando non ho deciso dove metterti!!!”
“Ma veramente io…”
“Niente ma! Sparisci dalla mia vista! Avanti il prossimo!”

Limbo – Primo Cerchio dell’Inferno, 11 gennaio 2014

Attenzione, prego: Ariel Sharon, matricola 34557757873, è urgentemente desiderato nell’Ufficio del Direttore Generale”

MiracoLoL di Natale

Introduzione all’eBook “MiracoLoL di Natale”
© 2013 The LoLington Post / Edizioni La Linea

“Castigat ridendo mores”, dicevano gli an­tichi Romani.
COVER_ChristmasNon che abbia portato loro tutta questa fortuna la teoria che si possa­no correggere i costumi ridendo, se si pen­sa che fine ha poi fatto l’Impero. Noi del LoLington Post abbiamo poche certezze, e una di queste è che ridere ci piace e fa bene. Aumenta le endorfine e il flusso sanguigno, riduce lo stress, stimola il sonno (non i no­stri articoli, eh, ma la risata che ne conse­gue) e poi incoraggia la creatività e rende persino più attraenti. In pratica tutto quello che, secondo studi scientifici rigorosissimi, fa la cioccolata. Senza però essere smentiti da altrettanti studi scientifici che sostenga­no il contrario il giorno dopo.

Ecco perché ci siamo messi giù di buo­na lena e, prendendo a pretesto il grande evento – il Natale – abbiamo creato. Storie, racconti, scritti lunghi, brevi, comici, intro­spettivi. Tutti legati da un sottile filo rosso, lo stesso che tiene insieme questo gruppet­to di testine: far pensare, senza ammorba­re, far sorridere e, magari, fare qualcosa di utile.

Il presente libello elettronico, infatti, non è un mero esercizio stilistico, ma è sta­to confezionato con un obiettivo di fondo: dare un aiuto concreto alle popolazioni della Sardegna colpite dall’alluvione dello scorso novembre, a cui saranno devoluti i ricavati della vendita.

In fondo, sempre di far sorridere qualcuno si tratta.

Lo trovi su Amazonhttp://www.amazon.it/MiracoLoL-Natale-AA-VV-ebook/dp/B00HFWB6KE
su BookRepublichttp://www.bookrepublic.it/book/9788897462590-miracolol-di-natale/
e su Apple Store

La redazione
ComePrincipe, DanteSommoPoeta, Egyzia, ElisaLucchesi, FranAltomare, Gplexousted, Grulliver, IdeeXscrittori, LaPausaCaffè, La Tota, Lia Celi, Matteo Grandi, Satisfaction, The Aubergine, Uomo Medievale

Come ti riciclo un Falco

Scritto per il LoLington Post

Come ti riciclo un FalcoNon è chiarissimo cosa sia cambiato all’interno del PDL dopo il voto di fiducia, però due cose sono certe:

1) Alfano, al pari di un bambino in età prescolare, ha scoperto che gli attributi posti all’altezza del pube non sono solo utili, ma all’occorrenza anche divertenti. Bisogna vedere se potrà continuare a giocarci o se la pratica gli verrà inibita dal Papi con la minaccia della cecità;
2) L’ala oltranzista, i cosiddetti Falchi, hanno fallito. In caso di cambio di leadership all’interno del Partito, o peggio ancora di revisione della legge elettorale, saranno i primi a doversi cercare un altro lavoro.

Cosa tutt’altro che banale: cosa far fare a chi è totalmente sprovvisto di talento, cultura, buon senso, e in alcuni casi della minima traccia di materia grigia all’interno della scatola cranica?
Io qualche idea ce l’avrei: ditemi cosa ne pensate.

Daniela Santanchè
Il suo amico, protettore, pigmalione Silvio le troverà certamente un posto in televisione. Ma quale?
Troppo vecchia per fare la velina. Troppo antipatica per fare la presentatrice. Troppo ignorante per fare il mezzobusto al TG4. L’unico talento indiscusso che possiede è urlare come fosse al mercato del pesce.
Esiste un solo ruolo per il quale sembra fatta su misura, che guarda caso dopo Wanna Marchi e Giorgio Mastrota è rimasto vacante: la venditrice di pentole su MediaShopping.
Da Falco a Gallina.

Tanto scurrile e disonesta pare
la donna, ch’urla pur quando saluta
e, dato che non sa restare muta,
che Wanna Marchi vada ad emulare

Renato Brunetta
Sua collocazione naturale sarebbe il parco di Villa San Martino ad Arcore, ad impersonare Brontolo per la collezione dei Sette Nani Viventi del Cavaliere. Ma pare che Dudù abbia il brutto vizio di utilizzarli come ricettacolo dei suoi bisognini.
D’altra parte i Sette Nani, quando non si trastullano in giardino, trascorrono la loro giornata lavorando duramente in miniera: un’esperienza nelle viscere del Sulcis sarebbe un’occasione unica per far capire a Renatino cosa significa “spaccarsi la schiena” e gli fornirebbe più di una ragione, stavolta valida, per lamentarsi.
Da Falco a Picchio

Renato, nè carino nè educato,
brontolerà a ragion spaccando sassi,
di mazza e di piccon solo dotato

Alessandro Sallusti
Non ci sono dubbi: il suo mestiere ce l’ha scolpito in faccia. Dismessa la penna, che non ha mai saputo usare per altro scopo che non fosse gettare fango sulle vite altrui, continuerà a gettare fango, ma sui defunti e armato di vanga.
Come becchino è semplicemente perfetto: continuerà ad essere pagato per seppellire, ma senza nuocere ad alcuno, anzi prestando un servizio di pubblica utilità.
Da Falco ad Avvoltoio

Di penna non fu certo un fuoriclasse
ma, con la vanga, di terriccio e fango
ricoprirà solerte bare e casse

Sandro Bondi
Diciamoci la verità: l’indole del falco rapace non l’ha mai avuta. Con quell’aria da morto di sonno, quel tono mellifluo, quei modi untuosi, sembra più un parroco incline alla pederastia. Negli ultimi tempi, poi, lo si è sentito urlare anatemi, lanciare invettive, predire castighi. Una specie di Savonarola, ma con meno vigore e ancor meno lucidità.
Non gli auguriamo di fare la stessa fine, ma il suo posto è certamente in convento. Nessuno ne sentirà la mancanza.
Da Falco a Pinguino

Quell’aria da beghino in penitenza
appar più convincente se reale
diventan contrizione e sofferenza
 

Michaela Biancofiore
Autrice di gag e battute inimitabili, da fare invidia al cabarettista e comico Antonio Cornacchione.
Come dimenticare, ad esempio: “Con Berlusconi al Quirinale avremmo un’Italia-rock”? Oppure: “Obama era un modesto avvocato che è stato montato tantissimo dal sistema mediatico. Berlusconi vicino a loro giganteggiava, lui era un taicon”? Per non parlare della migliore: “Nessun uomo ha mai sacrificato la sua vita e la sua felicità per gli altri come ha fatto Berlusconi”
Dopo la dipartita di Bisio, Zelig va rilanciato con qualcuno che abbia la comicità nel sangue, la capacità di strappare una risata fragorosa così, semplicemente improvvisando. Una talento talmente genuino da sembrare costruito.
Da Falco a Cinciallegra

Quello di Miki è un vero paradosso:
più parla seriamente, e più chi ascolta
dal ridere se la fa quasi addosso