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Il 750° Genetliaco Dantesco

Ebbene sì: tra grandi gioie e affanni,750enario Dante
l’eternità m’appresto a accarezzare:
festeggio settecentocinquant’anni

La ricorrenza mi fa ritornare
con il pensiero a quando il BelPaese
ai tempi miei solevo attraversare

Allor le decisioni erano prese
da Signorotti, chiusi nei castelli,
ignari dei problemi del Paese

Chi producea e accollavasi i fardelli
più grandi eran bifolchi e contadini,
perciò schiacciati da tasse e balzelli

Il popolo, sia adulti che bambini,
soleva contrapporsi tra fazioni
ostili, come i Guelfi e i Ghibellini

Per far fortuna e guadagnar milioni
bastava aver legami col Potere
che ripagar sapeva “buone azioni”

Per i propri diritti far valere
ci si affidava alle Corporazioni
simili a Caste, esclusive e severe

Esercitar di Legge le funzioni
il povero punir significava
pel furto di cibarie e libagioni

Il ricco spesso liscia la passava
anche se si macchiava d’un reato,
non sol se commetteva azione brava.

Per non parlar di Chiesa e di Papato
che, dediti al denaro, agli Istituti
di Credito insidiavano il primato.

Codesti fatti inver sono accaduti
nell’era Medievale, dolorosa
e densa di soprusi risaputi.

Ma adesso, certo, è tutta un’altra cosa…

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Dialogo surreale tra Cristoforo Colombo e la sua ciurma (12 ottobre 1492)

Scritto per il LoLington Post

Le tre caravelle sono in viaggio da più di tre mesi, guidate da un bislacco soggetto convinto di poter arrivare a destra 1492_big-300x336passando da sinistra (praticamente, un precursore di Renzi).
La ciurma ormai non crede più a una parola di quello che Colombo promette: ogni giorno ripete che le Indie sono a un tiro di schioppo, e spaccia ogni ramoscello, alga galleggiante o pesce morto in cui si imbattono come una prova di quanto afferma. I suoi ufficiali lo hanno soprannominato “Er Bomba” e stanno meditando di tornare in Spagna, fosse anche a nuoto, e abbandonarlo ai suoi deliri di onnipotenza.
Ma la mattina del 12 ottobre 1492, dalla Pinta, il marinaio Rodrigo De Triana…

– Terra! Terraaaaaaa!! Svegliatevi morti di sonno! Ammiraglio Colombo, avevamo ragione! Le Indie sono davanti a noi!
– AVEVO ragione, Rodrigo. Sono mesi che frignate di andare alla deriva su una bagnarola per colpa di un pazzo. O mi sono immaginato anche questo?
– Ma no, dai, sono cose che si dicono per passare il tempo, non essere permaloso. Finalmente possiamo sgranchirci le gambe e fare un bagno: puzziamo come dei caproni. Vado a svegliare gli altri e prepariamo le scialuppe.
– Mmmm aspetta: prima di avvicinarci alla costa dobbiamo studiare il fondale. Mi ci manca solo di squarciare una fiancata della nave e fare naufragio a poche miglia dalla riva. Non siamo al Giglio e non devo fare inchini. Tuffati e vai a dare un’occhiata.
– Veramente ho lasciato pinne e maschera a casa… erano troppo ingombranti, e nel bagaglio a mano non ci stavano.
– No, dico, pensi di essere alle Bahamas a fare snorkeling? Chissenefrega delle pinne e del boccaglio, obbedisci agli ordini!
– Va bene, va bene… Com’è quel nome che hai detto? Bahamas? Suona bene, esotico ed elegante. Perchè non chiamiamo questo posto “Isole Bahamas”?
– Perchè non sono isole, sono le Indie. Vuoi andare a fare questa cacchio di ricognizione o ti ci devo mandare a calci?

Qualche ora dopo…

– Ammiraglio Colombo, questo posto è una figata pazzesca! C’è una barriera corallina che manco a Sharm El Sheikh: ho visto di tutto, pesci farfalla, pesci angelo, murene, persino una manta e uno squaletto pinna bianca! Un Diving qui farebbe soldi a palate, ho già in mente un paio di idee. Ma il meglio lo devi ancora sentire: appena messo piede sulla spiaggia mi trovo davanti due gnocche stratosferiche, due mulatte in topless coperte solo da una collana di fiori, che mi hanno offerto un cocktail alla noce di cocco (Pinacolada mi pare si chiami). Ti rendi conto? Qua le donne girano mezze nude, e hanno dei culi da infarto! Colombo, questo è il Paradiso terrestre! A proposito: sei proprio sicuro sicuro che siano le Indie? Perchè a parte palme e capanne di legno non c’è veramente niente. E, scusa se insisto, ma credo che si tratti proprio di un isola. Dovresti riconsiderare l’idea di chiamarla “Bahamas”, è davvero….
– Stai zitto, imbecille! Ma che ne vuoi capire tu, marinaio ignorante? L’ammiraglio qui sono io, e ti dico che sono le Indie! Ti mando a fare ricognizione, e tu che fai? Ti metti a inseguire i pesci angelo e a farti offrire da bere dalle prime due sgallettate che incontri! Belìn, ma come si fa a lavorare con gente che pensa solo a bere e alla gnocca?? Fammi vedere da che parte devo attraccare, va’, tanto qui devo fare tutto io.

Colombo chiama a rapporto l’ufficiale Rodrigo de Segovia e il notaio Rodrigo de Escobedo per organizzare lo sbarco. A quanto pare Colombo aveva radunato un equipaggio fatto solo di Rodrigo. Pensate al casino nel dare gli ordini: non stupisce ci abbiano messo 3 mesi ad arrivare in America…
Ad ogni modo, verso mezzogiorno, Colombo, Rodrigo & Rodrigo approdano finalmente su quella che verrà poi chiamata Baia di Fernandez

– Terra finalmente! Signore ti ringrazio!
Colombo si inchina e bacia il suolo, commosso. Poi pianta nel terreno la bandiera con l’emblema della Regina Isabella di Castiglia, e dice con enfasi: “Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un balzo da gigante per l’umanità!”
I due Rodrigo si guardano, poi rispettosamente uno di loro sussurra:
– Colombo, adesso non ti montare la testa: hai scoperto una nuova Terra, mica sei andato sulla Luna!

Genetliaco Dantesco (un po’ in ritardo…)

Tanto gentile ancor oggi ella pareDanteAlighieri
la festa tua che il dì d’oggi saluta;
ricorda, senza poi ch’essa lo muta
il suon del tuo mirabil verseggiare.
 
Ella si va, sentendosi augurare
benignamente in amistà venuta,
sì par che se del foglio scena è muta
lo scritto tuo si resta ad aspettare.
 
Mostrasi pur piacente a chi s’adira
per la battuta al piglio dell’onore:
che ‘ntender no la può chi dall’alcova
 
dell’ignoranza sua dimostri prova;
ma chi del giorno tuo mira l’albore,
fa festa e sol l’arguzia e l’estro mira.