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L’Islam e la nitroglicerina

Sull’attentato ai danni del giornalewpid-charlie-hebdo-mahomet
satirico francese, tutto o quasi
s’è detto, sia nel bene che nel male.

Però m’han disturbato certe frasi
sull’Islam, “religione minacciosa
da cui rischiamo di venir invasi”.

Chiunque la suddetta tesi sposa
invito a far con me una riflessione
che sul concetto di “strumento” posa

L’islamica, com’ogni religione,
è un mezzo assai potente, e i suoi precetti
sono soggetti ad interpretazione

Se gli usi che ne fanno sian corretti
dipende da finalità e obiettivi
d’umana Autorità che li ha diretti.

I mezzi non son buoni nè cattivi:
a far la differenza è chi ha il potere
di renderli benigni oppur nocivi.

La nitroglicerina, a mio parere,
ne incarna una metafora calzante:
con essa il mondo inter puoi far temere

o andar d’un monte sull’altro versante.
Ai tempi dello Stato Pontificio
persino il Cristianesimo mandante

si fece di Crociate e sacrificio.
Ma non perché di Bibbia sia dettame
bensì per puro umano beneficio.

Rifletti, quando mucchi di letame
la stampa ci dà in pasto, ché segrete
e oscure sono spesso le sue trame.

Di verità mai non saziar la sete.

Allo schiarir dell’Orizzonte

Spero mi perdonerete se questo post non sarà in rima come di consueto e se mi accingo ad affrontare un argomento serio, ma ne vale la pena.Horizon-2020

Per ragioni che non vi starò a spiegare sono venuto a conoscenza di un programma lanciato dall’Unione Europea della durata di 7 anni, chiamato “Horizon 2020”. Lo scopo del programma è finanziare chiunque (e sottolineo chiunque, siano aziende, Governi o Pubbliche Amministrazioni) voglia sviluppare entro il 2020 un progetto che abbia come scopo il miglioramento della qualità della vita dei cittadini comunitari, lo sviluppo economico e la creazione di posti di lavoro.
Fra i temi all’attenzione ci sono, ad esempio, il cambiamento climatico, il trasporto e la mobilità sostenibile, le energie alternative, la sicurezza alimentare, l’invecchiamento della popolazione.

I finanziamenti, a fondo perduto, vengono erogati a fronte di un normale bando di gara, e come dicevo sono aperti a tutti. Ma la cosa più interessante è la cifra che l’Unione Europea ha stanziato per supportare Horizon 2020: 80 miliardi di euro.
Per intenderci, 80 miliardi di euro è una cifra a 10 zeri: sono pari a 160 mila miliardi di vecchie lire ed equivalgono a 2 o 3 delle “manovrine” che piacevano tanto a Tremonti, e che si sostanziavano in aumenti delle tasse e tagli lineari a sanità e istruzione. Ma soprattutto equivalgono a quanto l’Italia paga in un anno come interessi sul debito pubblico (sempre che non aumenti lo spread).

80 miliardi di euro sono una montagna di soldi.

Vi chiederete perchè vi sto raccontando tutto questo.
Perchè da anni ormai non ci sentiamo dire altro che “non ci sono soldi”. Non ci sono soldi per attuare le riforme, non ci sono soldi per costruire nuove infrastrutture, non ci sono soldi per la banda larga, non ci sono soldi per combattere il dissesto idrogeologico. Tutti problemi che rientrano alla grande nell’ambito del miglioramento della qualità della vita, dello sviluppo economico e la creazione di posti di lavoro.
Vuol dire che non c’è bisogno di alzare le tasse o distruggere il welfare, perchè almeno una parte dei fondi necessari a finanziare gli investimenti arriverebbe dall’Europa. Proprio lei, la tanto vituperata matrigna, additata come colei che sa solo imporci rigore!

Altra cosa interessante: la UE da sempre mette a disposizione finanziamenti a fondo perduto per progetti del genere. Purtroppo, in cambio, chiede che venga presentato un progetto chiaro, e che si dia evidenza di come vengono spesi i soldi erogati. E poichè la trasparenza è incompatibile col modus operandi mafioso visto in occasione di Expo, Mose, ecc, il risultato è che, in media, l’Italia utilizza solo il 9% dei fondi a disposizione. Salvo poi continuare a piangersi addosso e a dire che “non ci sono soldi”.

Non voglio annoiarvi ulteriormente. Sul web trovate centinaia di articoli su Horizon 2020, sui finanziamenti europei agli Stati dell’Unione, e sul loro utilizzo reale.
Vi invito ad andarne a leggere almeno qualcuno, e a non dimenticarvene le prossime volte che ci diranno che “non ci sono soldi”, o quando Grillo, Salvini e altri demagoghi populisti che ci raccontano solo metà della storia puntano il dito contro l’Europa, il tiranno “che solo chiede e nulla dà”

Cambiare tutto perchè tutto resti uguale

Mi è capitato recentemente di leggere su Roma alcune considerazioni che riporto qui di seguito.
La cosa inquietante è che non si riferiscono ai recenti fatti di Mafia Capitale, ma all’Antica Roma del Tardo Impero.
Darwin ci deve una spiegazione, se dopo 2000 anni siamo ancora qui a ripetere gli stessi errori. Qualcosa deve essersi inceppato nel meccanismo evolutivo dell’Homo Italicus.antica-roma

Associazioni paramafiose, corruzione elettorale e brogli, concussione e peculato, bustarelle, appalti e tangenti, vendita di posti e di cariche, corruzione dei giudici, potere delle raccomandazioni.

Largo uso della pratica clientelare, secondo cui, in cambio di tutela e di assistenza giuridica, i clienti dovevano mostrare devozione al loro “patrono”, rendendogli numerosi servigi. Tra patrono e cliente esisteva un legame così forte che erano esentati dal testimoniare l’uno contro l’altro. L’esibizione di numerosi clienti da parte del patrono costituiva una fonte di prestigio e di potere di primaria importanza.

Brogli elettorali. Il campionario dei metodi per alterare il risultato elettorale era molto vario: elargizioni di denaro e di favori agli elettori, pressioni e intimidazioni al momento del voto, faziosità e corruzione dei magistrati incaricati dello spoglio dei voti e della proclamazione del vincitore. Questo campionario di irregolarità era però continuamente contrastato da iniziative volte a garantire il regolare svolgimento delle elezioni.

La corruzione e le malversazioni dei funzionari dello stato affliggevano coloro che erano sottomessi alla loro autorità. Nonostante il generoso appannaggio ricevuto, i governatori delle provincie e gli alti gradi dell’amministrazione periferica spesso approfittavano con le irregolarità più diverse della propria posizione. Ma la corruzione riguardava anche i gradini inferiori dell’amministrazione statale, ad esempio i titolari di lucrosi appalti statali.

L’amministrazione della giustizia è un altro settore della vita pubblica romana toccato da ampia corruzione. Il magistrato pubblico incaricato dell’amministrazione giudiziaria affidava i giudizi a un giudice scelto dalle parti o da egli stesso designato. Esistono numerosi esempi di come i processi fossero spesso volti a favore di un personaggio ricco e potente. I processi erano pubblici, cosa che temperava gli eccessi della corruzione dei giudici e che faceva emergere l’attività di giudici integri e imparziali come termine di confronto per l’attività di tutti gli altri.

Non poteva mancare l’argomento delle raccomandazioni. Al crescere della pubblica amministrazione si moltiplicarono i posti nelle carriere statali. La caccia al posto era l’attività principale dei giovani rampanti delle classi emergenti. Per ottenerlo era necessario godere di influenti raccomandazioni, nelle quali non è possibile trovare traccia delle qualità specifiche che il candidato poteva vantare per occupare degnamente la posizione cui aspirava, ma solo l’esaltazione di generiche virtù e soprattutto della fedeltà del raccomandato.

Diritto e Rovescio

Di Valeria Noli

Può venire da pensareMafia romana
che in città ci si diverta.
Ma se stiamo un po’ a guardare,

sempre corta è la coperta:
si potrebbe lacerare.
E la sola cosa certa

è che molta è la manfrina.
Tra sinistra e camerati,
la politica è sentina,

molti sono i derubati.
Noi scegliamo, segno a segno,
tra i pareri dichiarati:

la Boldrini grida sdegno,
Alemanno si sospende,
ed il sindaco di legno

grida (appeso alle sue tende,
un monologo ch’è un dramma)
e nessuno se l’attende,

“io non c’entro” e poi anche “mamma”
avvistando Carminati.
C’è su Twitter poi chi spamma:

siamo tutti sconsolati.
Sono tristi che li han presi,
e perché con gli immigrati

c’eran traffici sospesi.
Poi, con la partita doppia,
fitto fitto di sottesi,

il registro quasi scoppia
per le troppe transazioni.
Nessun lascia, altrui raddoppia,

sono grandi le illazioni.
“Da indagare”, “Da capire”,
sono chiare le intenzioni?

Mai che il verbo “restituire”
lo utilizzino i felloni.
Noi chiediamo dimissioni.

La giustizia carceraria
vi rovesci a zampe all’aria!

Libertà è partecipazione

Mi duole constatar che anche stavoltaastensione
di non scegliere han scelto gli italiani
con l’astension, lavandosi le mani
a guisa di segnale di rivolta

Comprendo che la gente sia sconvolta
e stanca di votare ciarlatani
;
ma non v’è quorum che rendere vani
i voti possa, se la resa è molta

Così si dà il potere a quattro gatti,
che incarnano una maggioranza finta
,
di scegliere per noi una direzione.

Non va scordata mai questa lezione:
la madre dei cretini è sempre incinta
e alle elezioni votano compatti

Dialogo surreale tra Cristoforo Colombo e la sua ciurma (12 ottobre 1492)

Scritto per il LoLington Post

Le tre caravelle sono in viaggio da più di tre mesi, guidate da un bislacco soggetto convinto di poter arrivare a destra 1492_big-300x336passando da sinistra (praticamente, un precursore di Renzi).
La ciurma ormai non crede più a una parola di quello che Colombo promette: ogni giorno ripete che le Indie sono a un tiro di schioppo, e spaccia ogni ramoscello, alga galleggiante o pesce morto in cui si imbattono come una prova di quanto afferma. I suoi ufficiali lo hanno soprannominato “Er Bomba” e stanno meditando di tornare in Spagna, fosse anche a nuoto, e abbandonarlo ai suoi deliri di onnipotenza.
Ma la mattina del 12 ottobre 1492, dalla Pinta, il marinaio Rodrigo De Triana…

– Terra! Terraaaaaaa!! Svegliatevi morti di sonno! Ammiraglio Colombo, avevamo ragione! Le Indie sono davanti a noi!
– AVEVO ragione, Rodrigo. Sono mesi che frignate di andare alla deriva su una bagnarola per colpa di un pazzo. O mi sono immaginato anche questo?
– Ma no, dai, sono cose che si dicono per passare il tempo, non essere permaloso. Finalmente possiamo sgranchirci le gambe e fare un bagno: puzziamo come dei caproni. Vado a svegliare gli altri e prepariamo le scialuppe.
– Mmmm aspetta: prima di avvicinarci alla costa dobbiamo studiare il fondale. Mi ci manca solo di squarciare una fiancata della nave e fare naufragio a poche miglia dalla riva. Non siamo al Giglio e non devo fare inchini. Tuffati e vai a dare un’occhiata.
– Veramente ho lasciato pinne e maschera a casa… erano troppo ingombranti, e nel bagaglio a mano non ci stavano.
– No, dico, pensi di essere alle Bahamas a fare snorkeling? Chissenefrega delle pinne e del boccaglio, obbedisci agli ordini!
– Va bene, va bene… Com’è quel nome che hai detto? Bahamas? Suona bene, esotico ed elegante. Perchè non chiamiamo questo posto “Isole Bahamas”?
– Perchè non sono isole, sono le Indie. Vuoi andare a fare questa cacchio di ricognizione o ti ci devo mandare a calci?

Qualche ora dopo…

– Ammiraglio Colombo, questo posto è una figata pazzesca! C’è una barriera corallina che manco a Sharm El Sheikh: ho visto di tutto, pesci farfalla, pesci angelo, murene, persino una manta e uno squaletto pinna bianca! Un Diving qui farebbe soldi a palate, ho già in mente un paio di idee. Ma il meglio lo devi ancora sentire: appena messo piede sulla spiaggia mi trovo davanti due gnocche stratosferiche, due mulatte in topless coperte solo da una collana di fiori, che mi hanno offerto un cocktail alla noce di cocco (Pinacolada mi pare si chiami). Ti rendi conto? Qua le donne girano mezze nude, e hanno dei culi da infarto! Colombo, questo è il Paradiso terrestre! A proposito: sei proprio sicuro sicuro che siano le Indie? Perchè a parte palme e capanne di legno non c’è veramente niente. E, scusa se insisto, ma credo che si tratti proprio di un isola. Dovresti riconsiderare l’idea di chiamarla “Bahamas”, è davvero….
– Stai zitto, imbecille! Ma che ne vuoi capire tu, marinaio ignorante? L’ammiraglio qui sono io, e ti dico che sono le Indie! Ti mando a fare ricognizione, e tu che fai? Ti metti a inseguire i pesci angelo e a farti offrire da bere dalle prime due sgallettate che incontri! Belìn, ma come si fa a lavorare con gente che pensa solo a bere e alla gnocca?? Fammi vedere da che parte devo attraccare, va’, tanto qui devo fare tutto io.

Colombo chiama a rapporto l’ufficiale Rodrigo de Segovia e il notaio Rodrigo de Escobedo per organizzare lo sbarco. A quanto pare Colombo aveva radunato un equipaggio fatto solo di Rodrigo. Pensate al casino nel dare gli ordini: non stupisce ci abbiano messo 3 mesi ad arrivare in America…
Ad ogni modo, verso mezzogiorno, Colombo, Rodrigo & Rodrigo approdano finalmente su quella che verrà poi chiamata Baia di Fernandez

– Terra finalmente! Signore ti ringrazio!
Colombo si inchina e bacia il suolo, commosso. Poi pianta nel terreno la bandiera con l’emblema della Regina Isabella di Castiglia, e dice con enfasi: “Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un balzo da gigante per l’umanità!”
I due Rodrigo si guardano, poi rispettosamente uno di loro sussurra:
– Colombo, adesso non ti montare la testa: hai scoperto una nuova Terra, mica sei andato sulla Luna!

Foto delle vacanze: le 5 reazioni classiche di amici e colleghi

Scritto per InSupposte

Finite le vacanze, ancora per qualche giorno ci si consola guardando, sistemando e caricando nei social le istantanee più belle, quegli attimi di felicità cristallizzati che ci procurano un mix di gioia e malinconia.Foto delle vacanze: le 5 reazioni classiche di amici e colleghi
E dato che la felicità è vera felicità solo se condivisa, ognuno di noi mostra orgogliosamente ad amici, colleghi e parenti luoghi, paesaggi, situazioni, abbuffate, aspettandosi di ricevere una reazione di apprezzamento.

Che qualche volta arriva. Altre volte le espressioni facciali e i commenti detti o postati svelano ben altri pensieri. Ecco i 5 più frequenti:

1Che posto di merda! Molto meglio dove sono andato io”. Altro che l’erba del vicino è sempre più verde: anche se lo fosse, gliela brucerebbero col diserbante! Sono i classici soggetti del “Bello, però dov’ero io…”: loro sono sempre un gradino sopra agli altri, fanno sempre qualcosa di diverso o in più, e se non lo hanno fatto, piuttosto che darvi la soddisfazione di cedere il loro immaginario scettro, se lo inventano. Oppure sminuiscono quello che fate voi, in modo da ristabilire la loro indiscussa supremazia;

2Sicuramente per andare in un posto del genere si è ipotecato la casa”. E’ una reazione sorella della precedente: di fronte a immagini di posti esotici e/o esclusivi, rosicano all’idea di non esserci stati loro. E adottano la tattica della volpe e l’uva, convincendosi del fatto che non ne valesse la pena a causa del sicuramente pessimo rapporto qualità/prezzo. Sono quelli che si informano minuziosamente sul costo di ogni dettaglio del vostro viaggio e concludono affermando di essere stati “in un posto bellissimo spendendo quasi niente”;

3 “Queste foto sembrano fatte da un malato di Parkinson. Se avete amici o conoscenti appassionati di fotografia e per questo convinti di essere Helmut Newton o Steve Mc Curry, sapete a cosa mi riferisco. Al posto di guardare il soggetto delle fotografie, criticano l’inquadratura, o sostengono sia sovraesposta, o controsole, e via dicendo. Di solito dopo aver guardato le vostre foto tirano fuori il tablet e cominciano a mostrarvi le loro (mai meno di un migliaio), per evidenziare, anche se pacatamente, la differenza tra le vostre ciofeche i loro capolavori;

4 “Madonna, che palla di lardo! Che coraggio mettersi in costume!“. Reazione tipicamente femminile: tra le centinaia di foto scattate, amiche e colleghe indugiano su quelle in cui apparite in costume o in abiti che lasciano intravedere spanne di pelle di solito sapientemente nascoste. La loro speranza è che abbiate più buchi di cellulite, più pancia e più rotolini di loro, in modo da convincersi di non essere poi così male e di far tacere la coscienza quando, per il decimo anno di fila, bucheranno il proposito, fatto soli pochi giorni prima, di iscriversi in palestra;

5 “Oooooh che bello! (quando finisce ‘sta tortura?)”. In realtà di guardare le vostre foto e di sapere cosa avete fatto durante le vacanze non gliene può fregare di meno. Ma dato che hanno paura di sembrare scortesi dandolo a vedere, fingono interesse e commentano qualunque cosa con esclamazioni entusiastiche, anche se il tono fa venire il dubbio che stiate mostrando le foto ad un risponditore automatico. Il loro obiettivo è ovviamente quello di farvi terminare la vostra piccola mostra prima possibile in modo da passare ad altro. Ad esempio alle fotografie delle loro vacanze.

Contrappasso 2.0 – I colleghi cazzeggiatori

Scritto per InSupposte

Non sottovalutateli: sono dei maledetti geni.
Perchè trascorrere ben 8 ore senza fare assolutamente nulla, dando però l’idea di essere impegnatissimi, e soprattutto senza farsi beccare, non è affatto semplice.

Se passi vicino alla loro scrivania, difficilmente li senti parlare di report o di fatturati: li trovi per lo più impegnati in Contrappasso 2.0 - i colleghi cazzeggiatoriconversazioni telefoniche private, oppure sono concentrati a pistolare sulla loro pagina Facebook.
Se intercetti per caso una loro stampa, puoi stare certo che riporti l’offerta di un last minute per la Grecia o la lista dei primi 10 agriturismi dell’entroterra emiliano scaricata da TripAdvisor.

Quando però hai bisogno di loro, assumono in un nanosecondo l’espressione di un medico del Pronto Soccorso alle prese con un paziente affetto da colica renale: sono presissimi con cose urgentissime che vanno consegnate a brevissimo. E via di superlativi fino a quando non avete abbastanza e non vi decidete a lasciarli in pace.

Poichè essere cazzeggiatori doc non vuol dire essere fessi, è anzi necessario non farsi cogliere in fallo in modo da poter continuare il giochino a oltranza, di solito sono bravissimi a scaricare il proprio lavoro sugli altri: i colleghi cazzeggiatori infatti sono il naturale complemento dei colleghi “muli da soma”, sui quali hanno un ascendente fortissimo.
Alle donne in genere è sufficiente assumere l’atteggiamento da gatte morte, mentre gli uomini si affidano ai “do ut des” più disparati. Se poi si tratta di Manager, è un gioco da ragazzi perchè basta la coercizione.

Ma come ci insegna Triste Mietitore, tutto ha una fine, prima o poi: e il Signore delle Tenebre sta preparando un girone dell’Inferno tutto per loro.