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Contrappasso 2.0 – gli insozzatori di bagni pubblici

Scritto per InSupposte

Alzi la mano chi non si è mai imbattutto almeno una volta in una latrina che ricordi il film Trainspotting, o Roberto Benigni ne “Il Piccolo Diavolo” nella scena della pipì a idrante.

Avere un bisogno impellente quando si è fuori casa, ormai, fa desiderare ardentemente di possedere una vescica di scorta, Contrappasso 2.0 - gli insozzatori di bagni pubblicicome la batteria dello smartphone. Usare i bagni pubblici è spesso un incubo per gli occhi e l’olfatto, e tutto per colpa di minus habens convinti, a quanto pare, che per il fatto che una cosa si chiami “cesso” debba per forza essere disgustosa.

Non mi riferisco solo ad autogrill, bar ed aeroporti: le scene “pulp” si trovano in discrete quantità anche negli uffici. A nulla valgono quei capolavori di diplomazia che sono i cartelli appesi sulle porte dei bagni, nel tentativo di limitare i danni: “I signori utenti sono gentilmente pregati di convogliare le loro deiezioni al centro della tazza – grazie per la collaborazione
Probabilmente ci si aspetta che gli zozzoni abbiano rispetto almeno per lo sforzo sovrumano profuso nel descrivere in modo elegante qualcosa che ha a che fare con le funzioni corporee; il problema è che, oltre ad essere zozzoni, sono spesso anche ignoranti.

Vogliamo dare una bella lezione a questi insopportabili imbrattatori? Schiaffiamoli all’Inferno e facciamogliela pagare!

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