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Il dolce cul novo

Scritta a quattro mani con @Montales per Kotiomkin

Giornata di sventure e addii forieraKotiomkin
la storia che racconto non è lieta,
ragazzi, qui c’è puzza di galera.

Chi parla è Sandro Bondi, lo poeta.
A star vicino a Silvio ed al suo tacco
Rebibbia, poi Beirut, fino a Gaeta
 
per cui dal culo suo la lingua stacco.
Da quale Capo posso ambir poltrona?
Matteo, che a Enrico Letta ha dato scacco!
 
La testa sua è ormai cinta da corona
egli è potente al pari di Bergoglio
O Renzi, senti l’arpa mia che suona!
 
Sviolino, tanto più non tengo orgoglio
nè la decenza, persa dal Novanta
passando dal PCI a quell’altro imbroglio
 
servendo lui che sempre ride e canta.
Son tuttofare: immerger so la mano
sia nella merda che nell’acquasanta
 
Narrar so barzellette come il Nano
seppur l’aspetto abbia da chierichetto
Matteo, l’appello mio non resti vano!

All’uopo fungo anche da scendiletto…

Se mi lasci non vale (by Silvio)

Sul giornale l’ho letto Se mi lasci non vale
questo ennesimo oltraggio
e tu senza dirmi niente hai trovato il coraggio
hai ferito l’orgoglio di tutto il mio reame 
e se adesso mi lasci sei soltanto un infame
E così, su due piedi, io sarei liquidato
ma son vittima, sai, d’un sondaggio sbagliato
Se Silvio finisce, finisce a metà
Solo cinque minuti, resta ancora un po’ qua

Se mi lasci non vale (se mi lasci non vale)
se mi lasci non vale (se mi lasci non vale)
Non ti sembra un po’ caro
il prezzo che adesso io sto per pagare
(Se mi lasci non vale) se mi lasci non vale
(se mi lasci non vale) se mi lasci non vale
dentro quella valigia tutto quel che hai rubato
non ci può stare

Metti a posto ogni cosa e parliamone un po’
io di errori ne ho fatti, qualche colpa ce l’ho
ma quello che conta è che ti vuoi riciclare,
se ora vai da Matteo, non potrai ritornare

Se mi lasci non vale (se mi lasci non vale)
se mi lasci non vale (se mi lasci non vale)
Non ti sembra un po’ caro
il prezzo che adesso io sto per pagare
(Se mi lasci non vale) se mi lasci non vale
(se mi lasci non vale) se mi lasci non vale
dentro quella valigia tutto quel che hai rubato
non ci può stare

Non gioco più (by Sandro Bondi)

Non gioco piùNon gioco più
me ne vado
non gioco più
Oh Silvio!
Il PDL è sfatto
e Renzi è l’uomo nuovo

io lascio Forza Italia
dietro di me
Non gioco più
me ne vado
non gioco più
Oh Silvio!
La Santanchè e Brunetta
ormai son
barzelletta
io cambio e chi non cambia
resta là
Non gioco più
lascia stare
non gioco più
ti giuro
che non ti farò male
presto ti passerà
di lacchè è pieno il mondo
un altro ne verrà
Non gioco più
me ne vado
non gioco più
Oh Silvio!
I miei non son capricci
son una vecchia foglia
che col vento se ne va
Non gioco più
non gioco più
non gioco più, no!

[continua]

Come ti riciclo un Falco

Scritto per il LoLington Post

Come ti riciclo un FalcoNon è chiarissimo cosa sia cambiato all’interno del PDL dopo il voto di fiducia, però due cose sono certe:

1) Alfano, al pari di un bambino in età prescolare, ha scoperto che gli attributi posti all’altezza del pube non sono solo utili, ma all’occorrenza anche divertenti. Bisogna vedere se potrà continuare a giocarci o se la pratica gli verrà inibita dal Papi con la minaccia della cecità;
2) L’ala oltranzista, i cosiddetti Falchi, hanno fallito. In caso di cambio di leadership all’interno del Partito, o peggio ancora di revisione della legge elettorale, saranno i primi a doversi cercare un altro lavoro.

Cosa tutt’altro che banale: cosa far fare a chi è totalmente sprovvisto di talento, cultura, buon senso, e in alcuni casi della minima traccia di materia grigia all’interno della scatola cranica?
Io qualche idea ce l’avrei: ditemi cosa ne pensate.

Daniela Santanchè
Il suo amico, protettore, pigmalione Silvio le troverà certamente un posto in televisione. Ma quale?
Troppo vecchia per fare la velina. Troppo antipatica per fare la presentatrice. Troppo ignorante per fare il mezzobusto al TG4. L’unico talento indiscusso che possiede è urlare come fosse al mercato del pesce.
Esiste un solo ruolo per il quale sembra fatta su misura, che guarda caso dopo Wanna Marchi e Giorgio Mastrota è rimasto vacante: la venditrice di pentole su MediaShopping.
Da Falco a Gallina.

Tanto scurrile e disonesta pare
la donna, ch’urla pur quando saluta
e, dato che non sa restare muta,
che Wanna Marchi vada ad emulare

Renato Brunetta
Sua collocazione naturale sarebbe il parco di Villa San Martino ad Arcore, ad impersonare Brontolo per la collezione dei Sette Nani Viventi del Cavaliere. Ma pare che Dudù abbia il brutto vizio di utilizzarli come ricettacolo dei suoi bisognini.
D’altra parte i Sette Nani, quando non si trastullano in giardino, trascorrono la loro giornata lavorando duramente in miniera: un’esperienza nelle viscere del Sulcis sarebbe un’occasione unica per far capire a Renatino cosa significa “spaccarsi la schiena” e gli fornirebbe più di una ragione, stavolta valida, per lamentarsi.
Da Falco a Picchio

Renato, nè carino nè educato,
brontolerà a ragion spaccando sassi,
di mazza e di piccon solo dotato

Alessandro Sallusti
Non ci sono dubbi: il suo mestiere ce l’ha scolpito in faccia. Dismessa la penna, che non ha mai saputo usare per altro scopo che non fosse gettare fango sulle vite altrui, continuerà a gettare fango, ma sui defunti e armato di vanga.
Come becchino è semplicemente perfetto: continuerà ad essere pagato per seppellire, ma senza nuocere ad alcuno, anzi prestando un servizio di pubblica utilità.
Da Falco ad Avvoltoio

Di penna non fu certo un fuoriclasse
ma, con la vanga, di terriccio e fango
ricoprirà solerte bare e casse

Sandro Bondi
Diciamoci la verità: l’indole del falco rapace non l’ha mai avuta. Con quell’aria da morto di sonno, quel tono mellifluo, quei modi untuosi, sembra più un parroco incline alla pederastia. Negli ultimi tempi, poi, lo si è sentito urlare anatemi, lanciare invettive, predire castighi. Una specie di Savonarola, ma con meno vigore e ancor meno lucidità.
Non gli auguriamo di fare la stessa fine, ma il suo posto è certamente in convento. Nessuno ne sentirà la mancanza.
Da Falco a Pinguino

Quell’aria da beghino in penitenza
appar più convincente se reale
diventan contrizione e sofferenza
 

Michaela Biancofiore
Autrice di gag e battute inimitabili, da fare invidia al cabarettista e comico Antonio Cornacchione.
Come dimenticare, ad esempio: “Con Berlusconi al Quirinale avremmo un’Italia-rock”? Oppure: “Obama era un modesto avvocato che è stato montato tantissimo dal sistema mediatico. Berlusconi vicino a loro giganteggiava, lui era un taicon”? Per non parlare della migliore: “Nessun uomo ha mai sacrificato la sua vita e la sua felicità per gli altri come ha fatto Berlusconi”
Dopo la dipartita di Bisio, Zelig va rilanciato con qualcuno che abbia la comicità nel sangue, la capacità di strappare una risata fragorosa così, semplicemente improvvisando. Una talento talmente genuino da sembrare costruito.
Da Falco a Cinciallegra

Quello di Miki è un vero paradosso:
più parla seriamente, e più chi ascolta
dal ridere se la fa quasi addosso

La Caduta degli (Zebe)dei

Cavalieredi @Heliandros via Spinoza

Più che un partito pare una Babele,
(Il Libano di certo è più coeso)
E aperta s’è la caccia all’infedele.

Più si spezzetta e più perde di peso:
Il Pidielle s’è rimpicciolito,
Agli inferi o dintorni ormai è disceso.

Confuso, dietro al Capo rimbambito,
Vaga senza una meta il berluschino
Con il terror d’avere il benservito

Gasparri ha l’occhio sempre più bovino:
Tra un po’ muggisce invece di parlare,
Mentre Maurizio Lupi, buon ciellino,

Pierferdinando porta anche a pisciare.
Trema Cicchitto, suda il Quagliariello,
Bondi si vuol tagliar la giugulare.

Ex Forza Italia, di dolore ostello,
Nave senza nocchiere in gran tempesta,
Non donna di province, ma bordello!

Lontani sono i giorni della festa.