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Paradiso, Inferno e Contrappasso 2.0

Il viaggio di Dante attraverso l’Italia del XXI secolo e i social network

Nel 2015 è ricorso il 750° anniversario della nascita di Dante Alighieri. Copertina davanti
Un genio inimitabile che, oltre a forgiare le basi di quella che sarebbe diventata la lingua italiana, ha mappato meglio di chiunque altro vizi e virtù dell’italico popolo, rendendoli eterni.

Sarà per questo che dopo quasi otto secoli la sua opera resta di una modernitàe di un’attualità sorprendente?
Era Dante a essere dotato di una lungimiranza fuori dal comune, o siamo noi che, in fondo, non siamo cambiati poi tanto? Difficile a dirsi, ma tant’è.

Versi come “Ahi, serva Italia, di dolore ostello/ nave sanza nocchier in gran tempesta / non donna di provincie ma bordello” descrivono perfettamente il panorama politico attuale così come quello di allora.Che cosa penserebbe Dante Alighieri degli italiani moderni se avesse la possibilità di ripercorrere il suo viaggio a ritroso, non più dal mondo terreno all’Aldilà ma viceversa?

Nei panni della sua versione 2.0, mi sono divertito a immaginare una rivisitazione in chiave moderna di peccati, virtù e contrappassi, con leggerezza, senza (spero) ammorbare e con intento di riflettere senza rinunciare al sorriso.

D’altra parte, anche “Ridere una bellezza, che letizia!” è un verso del Paradiso di Dante.

Il libro è disponibile in libreria o acquistabile sui seguenti siti web:

Sito web dell’editore Nulla Die
Amazon
IBS
Libreria Universitaria

 

 

Solstizio d’estate

E’ estate: la stagione del colorewpid-field_hamois_belgium_luc_viatour.jpeg
il culmine dell’anno, quasi il resto
ne sia preparazione oppur pretesto,
lenta rivalsa da buio e grigiore

Le altre stagioni: inverno, primavera
e autunno son la prova generale
di quel grande spettacolo teatrale
che la Natura ci presenta, fiera

Più intenso d’ogni fior sento l’odore
il sole indaco rende il cielo immoto
delle cicale il canto i sensi culla.

Di nove mesi i patimenti annulla:
un anno senza estate è triste e vuoto
come una vita intera senza amore

La selva delle password

Nel mezzo del cammin di nostra vitaimage
mi ritrovai con un’utenza oscura:
la password della posta aveo smarrita

Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta password di letter d’ogne sorte
che di mia testa è uscita, per sventura

Non rammentarla è andar incontro a morte;
ma per trattar di come la trovai,
le password d’ora in poi farò più corte…

Il distributore di complimenti

Per farci tutti quanti più contenti
image perché nessuno ad inventar s’ingegna
qualcosa che dispensi complimenti?

Col malumore ch’ogni dove regna
dell’aggettivo ormai s’è perso l’uso
che faccia una persona sentir degna

Stupisce che caduto sia in disuso
qualcosa senza controindicazioni
nè costi che paventino un abuso

Tant’è: se cerchi congratulazioni
lo specchio resta il solo e unico mezzo
per ricavar delle soddisfazioni

E allora, per solleticar il vezzo
prendiamoci i dovuti apprezzamenti:
se non gratuiti, almen pagando un prezzo

Un’apparecchiatura, orsù, s’inventi
che con un contributo minimale
si spertichi a elargire complimenti

“Signora, resta sempre tale e quale!
Col diavolo per caso ha fatto un patto
che ad un’adolescente la fa uguale?”

“Dottore, quale ventre sodo e piatto!
L’addominale avrà di tartaruga
che dall’invidia potrei dar di matto!”

Così, se capolino fa una ruga
o la calvizie senza sosta avanza
invece di pensar a vie di fuga

la stima ritroviamo e la speranza:
la macchina e una sola monetina
fanno sparire cellulite e panza

In fondo basta poco alla mattina
per ritrovar sorriso e buonumore:
una parola dolce e genuina

non costa nulla ma riscalda il cuore

Il 750° Genetliaco Dantesco

Ebbene sì: tra grandi gioie e affanni,750enario Dante
l’eternità m’appresto a accarezzare:
festeggio settecentocinquant’anni

La ricorrenza mi fa ritornare
con il pensiero a quando il BelPaese
ai tempi miei solevo attraversare

Allor le decisioni erano prese
da Signorotti, chiusi nei castelli,
ignari dei problemi del Paese

Chi producea e accollavasi i fardelli
più grandi eran bifolchi e contadini,
perciò schiacciati da tasse e balzelli

Il popolo, sia adulti che bambini,
soleva contrapporsi tra fazioni
ostili, come i Guelfi e i Ghibellini

Per far fortuna e guadagnar milioni
bastava aver legami col Potere
che ripagar sapeva “buone azioni”

Per i propri diritti far valere
ci si affidava alle Corporazioni
simili a Caste, esclusive e severe

Esercitar di Legge le funzioni
il povero punir significava
pel furto di cibarie e libagioni

Il ricco spesso liscia la passava
anche se si macchiava d’un reato,
non sol se commetteva azione brava.

Per non parlar di Chiesa e di Papato
che, dediti al denaro, agli Istituti
di Credito insidiavano il primato.

Codesti fatti inver sono accaduti
nell’era Medievale, dolorosa
e densa di soprusi risaputi.

Ma adesso, certo, è tutta un’altra cosa…

La storia della letteratura a fumetti. 5

Donna, se’ tanto grande e tanto vali (Par. XXXIII)

Non conta che somigli a una sirena8marzo
o che come una cozza sia bruttina
o che sia magra come una sardina
o invece grassa come una balena

La donna è come un pesce: ci appresta
a degustar la carne del suo ventre;
eppure il vero intenditor, nel mentre,
sa che la leccornìa sta nella testa

Per la tua donna fa’ un gesto galante
e omaggiala del fior della mimosa
come prescritto dalla tradizione.
Ma tutti gli altri giorni, un’emozione
inaspettata, una piccola cosa,
con cui stupirla è ancora più importante

La leggenda di San Valentino

C’era una volta un giovane, Sabino,San Valentino
romano, centurione e gran soldato,
a cui toccò uno scherzo del Destino.

Di nobile famiglia blasonato,
più Dèi, com’era d’uso, avea nel cuore:
al credo dei pagani era votato.

Un giorno in cui marciava con fervore
per Terni s’imbatté in una donzella:
Serapia, per cui fu subito amore

Serapia era fanciulla buona e bella;
però ella venerava il Dio Cristiano.
Per un pagano ciò era vera iella.

Sabino corse a chiederne la mano
ma i genitori opposero rifiuto
ed ogni tentativo restò vano.

Ma egli era un soldato risoluto:
al Vescovo di Terni, Valentino,
rivolse la richiesta sua d’aiuto

Il Vescovo restò ed essi vicino
dando alle nozze la benedizione
dopo che battezzato ebbe Sabino

Ma pria di celebrar dei due l’unione
Serapia s’ammalò di febbre e tisi
senza speranza alcun di guarigione

Sabino cadde in preda ad una crisi.
A Valentino chiese: “Sia mia moglie
prima che parta per i campi elisi”

E, narra la leggenda, come foglie
dal ramo un sonno eterno portò via
d’ambo gli amanti le beate spoglie.

Ma maritarli fu vera eresia:
col suo martirio, dell’incauto gesto
pagò San Valentino la poesia

D’amanti è il protettor proprio per questo,
chè per amore altrui donò la vita
(seppur c’è chi sostiene sia un pretesto
)

Maccheronate dantesche

Macaronea

Ripetizioni di italiano. Commento al primo verso della Divina Commedia:
Io: “Che significa ‘nel mezzo del cammin di nostra vita’?”
Alunna: “…”
Io: “Bene, prendiamola da lontano. In che anno si svolge il viaggio agli Inferi di Dante?”
Alunna: “…”
Io: “Nel 1300!!! E quanti anni aveva Dante in quel momento?”
Alunna: “…”
Io: “Quando è nato Dante?”
Alunna: “…”
Io (sudando): “Nel 1265! Fai la sottrazione…”
Alunna: “1300-1265 fa… fa…”
Io (con gli occhi fuori dalle orbite): “Te lo dico io: 35! Ai tempi di Dante, l’età di 35 anni cosa significava?”
Alunna (candida): “Gli anni che aveva Gesù quando è morto?”
Io (sconvolta): “NO!!!!! A quanti anni è morto Gesù?”
Alunna (poco convinta): “30?”
(Mani nei capelli)

Prof: – Cosa intende Dante con “dannazione”?
Alunno: – …
Prof: – Cos’è un’anima dannata??
Alunno: – Beh, un’anima… vecchia… come il vino, d’annata…

I Liceo, compito in classe di Italiano:…

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Fatti non foste a viver come Nuti