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Contrappasso 2.0 – I colleghi cazzeggiatori

Scritto per InSupposte

Non sottovalutateli: sono dei maledetti geni.
Perchè trascorrere ben 8 ore senza fare assolutamente nulla, dando però l’idea di essere impegnatissimi, e soprattutto senza farsi beccare, non è affatto semplice.

Se passi vicino alla loro scrivania, difficilmente li senti parlare di report o di fatturati: li trovi per lo più impegnati in Contrappasso 2.0 - i colleghi cazzeggiatoriconversazioni telefoniche private, oppure sono concentrati a pistolare sulla loro pagina Facebook.
Se intercetti per caso una loro stampa, puoi stare certo che riporti l’offerta di un last minute per la Grecia o la lista dei primi 10 agriturismi dell’entroterra emiliano scaricata da TripAdvisor.

Quando però hai bisogno di loro, assumono in un nanosecondo l’espressione di un medico del Pronto Soccorso alle prese con un paziente affetto da colica renale: sono presissimi con cose urgentissime che vanno consegnate a brevissimo. E via di superlativi fino a quando non avete abbastanza e non vi decidete a lasciarli in pace.

Poichè essere cazzeggiatori doc non vuol dire essere fessi, è anzi necessario non farsi cogliere in fallo in modo da poter continuare il giochino a oltranza, di solito sono bravissimi a scaricare il proprio lavoro sugli altri: i colleghi cazzeggiatori infatti sono il naturale complemento dei colleghi “muli da soma”, sui quali hanno un ascendente fortissimo.
Alle donne in genere è sufficiente assumere l’atteggiamento da gatte morte, mentre gli uomini si affidano ai “do ut des” più disparati. Se poi si tratta di Manager, è un gioco da ragazzi perchè basta la coercizione.

Ma come ci insegna Triste Mietitore, tutto ha una fine, prima o poi: e il Signore delle Tenebre sta preparando un girone dell’Inferno tutto per loro.

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Contrappasso 2.0 – I “Facebook-dipendenti”

Scritto per InSupposte

I dipendenti di Facebook si tranquillizzino: non ce l’ho con loro.

Mi rivolgo a chi non può vivere un solo istante della sua vita (per lo più insulsa) senza postare in Facebook tutto quello che fa Contrappasso 2.0 - I Facebook-dipendentie che gli succede intorno.
Questa fastidiosa categoria di spammers annovera sicuramente amici e conoscenti di ciascuno di noi: chi infatti, al ristorante, non ha assistito almeno una volta all’avvilente rito del tizio che fotografa e posta sul proprio profilo ogni portata, dall’antipasto al dolce, come se fosse reduce da un periodo di carestia o come se ogni banale sogliola fosse un’aragosta?
Per non parlare  di quelli che devono darci la loro posizione geografica ogni secondo, nemmeno si stessero avventurando nel deserto dell’Akakus in Libia (dove peraltro nessun cellulare prende, che goduria!) e avessero paura di perdersi.

Ma i peggiori sono quelli che riversano sui Facebook i loro guai sentimentali, ammorbandoci di frasi fatte mascherate da pensieri profondi dettati dalla sofferenza, come se bastasse un due di picche per diventare Giacomo Leopardi.
Se proprio sono messi così male, se ne vadano dallo psicanalista, che almeno è pagato per farsi venire l’orchite ascoltando le loro lagne!

Per arginare questi soggetti, vi suggerisco i seguenti contrappassi: scatenatevi!

WhatsApp Down

Scritto da @GorBee

Lo maggior torto di strumento amicoWhatsApp Down
è che si crolli senza un mormorìo
mutando in pianto un giorno fin lì aprìco.
 
Principiò tutto allor che un tramestìo
si alzò quale Mercurio di burrasca,
cui coro fece un madornal brusìo.
 
Le man correan ad evacuar la tasca
con repentino moto verso il basso,
qual beon astinente va alla fiasca.
 
Ed ecco di lamentazion prolasso,
e ancor, tal che la pelle si accappona,
di insulti irripetibili l’ammasso.
 
Cagion di quello, e scherno qui s’intona,
era il rumor che s’era fatto strada
lì asseverato: “Whatsapp non funziona!!!”
 
Ora, private gli asini di biada,
ai can ringhianti sottraete l’osso,
e avrete idea di come la masnada
 
reagir poté: qual tor che vede rosso!
Oramai inetti a profferire verba
al proprio simile, come un molosso
 
che da oggi debba pasteggiar con l’erba,
sperduti si aggiravan gli infelici,
qual si muovono infanti in vita acerba.
 
Come dal basso mira le pendici
lo scalator che teme assai l’impresa,
l’alma gravata da funesti auspici,
 
al peggio si paràvan, ma… sorpresa!,
“Whatsapp is up!”, e il volto tornò tinto,
infin che chat fu intorno a lor ripresa.
 
Soltanto uno di quei, come d’istinto,
lo sguardo volse nuovo al mondo antico,
ma poi raggiunse gli altri a lor recinto.

De Instagramari Furentia

E qui s’ode alto grido e bestemmionaInstagram non funziona
di chi sue immagini non può mandarne
parmi che sia Instagram che non funziona.

Sappiate goder che, pur a twittarne,
v’è giuoco a far d’immagine l’inserto:
non solo da instagram si puote farne

Per chi soltant’adesso il libro ha aperto
preciso: il far protesta è a tempo breve
soddisfazion del malo colpo inferto.

Ahi, quanto il malservizio è tanto greve
ché chi allo stesso appese i suoi colori
rimarca quanto lo stop non sia breve !

Non pochi s’alzan tristi i ner bollori
per quel ch’alberga scatti d’una vita
di gioie, di paesaggi e forse…amori.

Le 5 ragioni per cui Zuckerberg ha acquistato WhatsApp

Scritto per InSupposte

C’è chi dice che la mega acquisizione da 19 miliardi di dollari abbia lo scopo di mettere le mani su 450 milioni diI 5 motivi per cui Zuckerberg ha comprato WhatsApp nuovi utenti, chi sostiene che abbia lo scopo di rinforzare la presenza di Facebook su piattaforma mobile.
Chi infine pensa sia un bieco trucco per spiare ancora di più gli utenti per poi massacrarli di pubblicità ancora più mirata, come fa Google grazie a Gmail.

Tutte storie. Vi svelo in esclusiva le VERE ragioni della follia consumistica del buon Mark:

  1. Invidia: il fondatore di WhatsApp ha costruito dal niente una start up miliardaria e senza nemmeno ammorbare gli utenti di odiosi banner pubblicitari. Se Zuckerberg lo avesse assunto nel lontano 2009 probabilmente gliel’avrebbe sviluppata gratis, e ora sarebbe sua comunque ma con tutti quei dollaroni ancora in tasca.
  2. Gelosia: da qualche mese la moglie di Zuckerberg pubblicava su Facebook solo foto di gatti. In compenso, passava buona parte della giornata a chattare su WhatsApp e pareva divertirsi molto
  3. Spacconeria: durante una cenetta intima a lume di candela, davanti a due grand cru di costosissimo vino, sua moglie gli ha chiesto: “Ma quanto costa WhatsApp? Mi piacerebbe tanto averla”. Lei in realtà voleva solo installarla sullo smartphone, ma tant’è. Detto fatto. Se solo, a tempo debito, le avesse comprato un collier di diamanti, avrebbe risparmiato qualche miliardo.
  4. Spionaggio: ormai è risaputo che Facebook sa più cose su di noi del nostro psicanalista, e la gente, non fidandosi più molto, pubblica solo stupidaggini. La profilazione fa acqua, i clienti si lamentano, gli introiti pubblicitari sono a picco. Se non trovava in fretta una soluzione, rischiava di chiudere i battenti.
  5. Bontà: anche Mark ha un fratello scemo sul gobbo. Ma essendo fantamiliardario, può permettersi di comprargli un’aziendina con la quale possa trastullarsi stando fuori dai piedi. Se WhatsApp fallisce, sappiamo di chi è la colpa

The Hashtag – #AddioCasanova

Ai tempi miei guardavi con malizia
una donzella a cui fare la corte
Oggi su Facebook chiedi l’amicizia

AddioCasanova