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Pensiamo positivo

Auguri, cari i miei connazionali!Re Magi
Passato è un altro anno, e più che il bene
finiamo ad elencarne solo i mali

Non fu granchè quest’anno, è ver, sebbene
sforzarmi voglio di rendergli omaggio
con che di positivo mi sovviene

Serve una buona dose di coraggio
ad isolare pochi avvenimenti
sì pallidi che paiono un miraggio

ma almeno come auspicio o come intenti
per l’anno nuovo è d’uopo ricordare
alcuni fatti, più o meno recenti

La Costa ha finalmente preso il mare:
il Giglio è ritornato alla sua vita
e i morti in pace posson riposare

Una prelibatezza fu insignita
del marchio “Patrimonio dell’Unesco”:
è di Pantelleria il Passito, cita
.

E che là nello spazio sieda al desco
e guidi la missione una donzella

nostra concittadina, ha del fiabesco.

Non ci abbattiamo mai, seppur la iella
di vista ha dieci decimi, e discreta
di marcia ogni anno sia la sua tabella

Pazienza se sfuggirci par la mèta:
anche i Re Magi, per trovar la strada,
seguire hanno dovuto una Cometa

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Tanti Auguri ai duri e puri

Di Valeria Noli

E tanti e tanti auguri a tutto il mondo:Auguri
la Mafia danza lieta, qui trionfa,
ed il governo pensa a farci il tondo.

Perché il buon gusto cade, cede e tonfa
e se non hai lavoro, voglia o meno,
tu non puoi farci nulla. Il gatto ronfa

nella sua cesta, dorme senza freno,
e saltano le pulci sul suo pelo,
e possono perfin balzarti in seno.

E blatera la nonna – santo cielo! –
lamenta un suo passato ricco e antico,
“S’andava a sentir messa con il velo”.

Allora, amico caro, te lo dico:
fatti un Natale tuo, col vitalizio,
che ieri passeggiando in via Panìco

alcuni vidi andar, colmi di vizio,
lupi senza pelliccia, ma viziosi,
lupe con la pelliccia e tutte sfizio.

Giravano i negozi più lussuosi
in cerca di una “mise” molto elegante
per i veglioni lor libidinosi.

Ma son tutti parenti all’elefante
che un dì, dentro un negozio di cristalli,
fece un bel po’ di danni; o tu danzante

sul fil del precipizio, sulle valli,
politico: ti attendono, pazienti,
padri incapienti, poveri e camalli.

T’aspettano, con occhi intelligenti:
verrà quel tempo che gli dia ragione
su chi scrive decreti malviventi,

che meritan ludibrio e reclusione.
Molti nel mondo vivono la crisi,
ma a noi non è bastato Don Puglisi.

Le Mille e un Natale

Racconto tratto dell’eBook “MiracoLoL di Natale”

L’Asinello si guardò intorno, malinconico. Lo scenario apparentemente era quello di sempre: una piccola, umile stalla in mezzo alla campagna, all’interno della Presepequale se ne stava adagiato su un letto di paglia in compagnia dell’amico Bue. La mangiatoia di legno dinanzi a loro era vuota, com’era giusto che fosse prima della Notte Santa, quella in cui da 2000 anni si compiva il miracolo della Natività. Fuori dalla stalla, gli Angeli agitavano le ali piumate e svolazzavano vigili, i pastorelli correvano qua e là, indaffarati a governare il gregge, colorando l’aria di fischi e belati. Le luci delle casupole incastonate come gemme nelle colline sullo sfondo erano accese, le stelle brillavano come lucciole in una notte d’estate, e il piccolo ruscello nei pressi della capanna gorgogliava allegramente.

Eppure c’era qualcosa che non andava.

Il Bue sembrò leggergli nel pensiero. «Guarda come sono strani, Giuseppe e la Madonna. Va bene che si sta avvicinando il momento del parto, ma Maria così agitata non l’ho mai vista. Continua a camminare nervosamente per tutta la stalla e quel poveretto non sa più che fare per tenerla calma.» «C’è qualcosa che non mi torna» rispose l’Asinello. «La mangiatoia è vuota, quindi in teoria il Bambin Gesù non dovrebbe essere già nato. Ma allora perché la stella cometa già brilla sul tetto della capanna? E perché i Re Magi sono già arrivati? Non dovrebbero essere qui solo all’Epifania?»

«Hai ragione» rispose il Bue. «Però se vogliamo parlare di stranezze c’è ben altro. Guarda gli Angeli: da quando in qua se ne vanno in giro con le pudenda coperte da un gonnellino? Sembrano dei turisti in vacanza alle Hawaii! E la Madonna? Io me la ricordo con un velo azzurro adagiato sul capo, ma col volto scoperto, sereno e rilucente. Quel velo nero che le lascia intravedere solo gli occhi non gliel’ho mai visto prima. Non avrà mica un herpes o un ascesso a un dente?» «E noi allora?» ribattè l’Asinello. «Guardami: mi hanno messo sulla groppa questo orrendo tappeto a losanghe rosso e verde, che non solo non si può guardare da quanto è brutto, ma punge e mi sta facendo morire di caldo! E tu, lascia che te lo dica, con quel fez in testa e quel pennacchio che ti ciondola sugli occhi sei semplicemente ridicolo!»

Le loro elucubrazioni furono interrotte da urla femminili. La Madonna sembrava fuori di sè, ripeteva continuamente che “se non glielo avessero riportato immediatamente avrebbe piantato un casino tale da meritarsi un capitolo nel Vangelo”. Giuseppe cercava di calmarla e con voce suadente le sussurrava: “Stai tranquilla, vedrai che presto ce lo restituiranno e saremo di nuovo tutti insieme, la Sacra Famiglia tornerà quella di sempre”.
Ma Maria singhiozzava inconsolabile.
“Che abbiano rapito il Bambinello?” si chiese angosciato il Bue. “Ma certo! Ecco perchè la Cometa e i Re Magi sono già arrivati! Che questi tre in realtà siano spie del Mossad infiltrate e la Cometa sia un satellite della CIA?!? Guardali, come sono tranquillamente stravaccati su quella panca, come se niente fosse!”
“E’ vero!” lo incalzò l’Asinello. “Se ne stanno lì a contare l’oro, bruciare l’incenso e pasticciare con la mirra! Traditori, si sono venduti al nemico per quattro soldi, un po’ di fumo e un’altra robaccia che nessuno ha mai capito cosa sia! Questa guerra tra Israele e Palestina davvero non conosce limiti… Non hanno più rispetto nemmeno per la tradizione, che diamine!”

Improvvisamente una luce accecante squarciò l’oscurità ed interruppe il caos nel quale stava precipitando il Presepe.
Il silenzio calò sulla capanna. Gli Angeli smisero di svolazzare e scesero in terra ripegando le ali, i pastori e le loro pecorelle fuggirono terrorizzati, disperdendosi nei boschi alle pendici delle colline. Le luci delle casupole si spensero all’unisono, l’acqua smise di scorrere e il ruscello tacque.

Con fare sicuro, una mano scese dal Cielo, strappando ai presenti un “Ohhhhhhh!” di stupore. Si avvicinò alla mangiatoia e vi depose delicatamente il Bambin Gesù: il pargolo era incolume e sorrideva con le braccine aperte. Un drappo bianco gli avvolgeva la testolina bionda e riccioluta a mo’ di turbante.

Una voce tonante, proveniente da lontano, come da un’altra dimensione, rimbombò, sovrastando le esclamazioni di felicità e sollievo della Famiglia, finalmente riunita intorno al Redentore: “Mohammed, tesoro della mamma, con i pupazzetti nuovi ci giochi dopo! Sbrigati o faremo tardi alla moschea!

Molti altri racconti nell’ebook “MiracoLoL di Natale” 

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La letterina di Babbo Natale

Tratta dell’eBook “MiracoLoL di Natale”

Dicembre 2013
Rovaniemi, Lapponia (Finlandia)

Bambini d’ogni razza e religioneBabbo Natale
che siate bianchi, gialli oppure neri
quest’anno infrangerò la tradizione.

Da sempre son dei vostri desideri
destinatario, e il giorno di Natale
a ognun di doni porto sacchi interi.

Spero non ve ne abbiate troppo a male
se sono, questa volta, io che scrivo
per chiedervi un favore un po’ speciale

Sapete quanto è arduo e impegnativo
a ognuno consegnare i suoi regali
senz’oneri nè alcun costo aggiuntivo.

Le renne, come tutti gli animali,
vanno sfamate, e il prezzo della biada
subìto ha dei rincari micidiali.

Accontentarvi con ciò che v’aggrada
diventa, bimbi, sempre più gravoso:
un iPad non ha il costo di una spada.

Mi duole se vi sembro un vecchio esoso
ma un contributo per la spedizione
quest’anno chiederò, per quanto odioso.

Verranno prese in considerazione
solo le letterine accompagnate
almeno da un frusciante bigliettone

In cambio dell’affetto che mostrate
le strenne d’ora in poi dal sottoscritto
saran gratuitamente autografate

Con immutato affetto
Babbo Natale

 

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The Hashtag – #Libridabruciare

Mi aspetto scriva un libro di sua mano
del vecchio PDL il maggiordomo
dal titolo: “Da Delfino ad Alfano”

Un Augurio per l’anno che verrà

Cambiare il mondoDi @BCiarlo alias Ben Ciarlo

Anche quest’ anno s’è dissolto in fretta,
e ‘l tempo degli auguri già ritorna
ed è normale dargli un po’ di retta.

Pur se ‘l pensiero, forse, un po’ frastorna
è bello dire: “Auguri”, “Buon Natale”,
“Buon Anno” , e con le man facendo corna

per gli scongiuri : ” Se ne vada il male!”
augurarsi, sapendo quanto, invece,
trovarne ancora l’orma sia normale.

Il mal s’attacca all’oggi con la pece
e ne rovina gli attimi! Sovente
s’insinua nelle cellule di specie

e lascia in cuor l’impronta del serpente.
Ma nonostante la sua permanenza
un canto si propaga a luci spente…

e’ NATO, è NATO, e salva è la pazienza
del tempo che confida nel Bambino
che nasce anche quest’anno, nell’irruenza

dell’ uom che vuol forgiarsi il suo destino