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Tanti Auguri ai duri e puri

Di Valeria Noli

E tanti e tanti auguri a tutto il mondo:Auguri
la Mafia danza lieta, qui trionfa,
ed il governo pensa a farci il tondo.

Perché il buon gusto cade, cede e tonfa
e se non hai lavoro, voglia o meno,
tu non puoi farci nulla. Il gatto ronfa

nella sua cesta, dorme senza freno,
e saltano le pulci sul suo pelo,
e possono perfin balzarti in seno.

E blatera la nonna – santo cielo! –
lamenta un suo passato ricco e antico,
“S’andava a sentir messa con il velo”.

Allora, amico caro, te lo dico:
fatti un Natale tuo, col vitalizio,
che ieri passeggiando in via Panìco

alcuni vidi andar, colmi di vizio,
lupi senza pelliccia, ma viziosi,
lupe con la pelliccia e tutte sfizio.

Giravano i negozi più lussuosi
in cerca di una “mise” molto elegante
per i veglioni lor libidinosi.

Ma son tutti parenti all’elefante
che un dì, dentro un negozio di cristalli,
fece un bel po’ di danni; o tu danzante

sul fil del precipizio, sulle valli,
politico: ti attendono, pazienti,
padri incapienti, poveri e camalli.

T’aspettano, con occhi intelligenti:
verrà quel tempo che gli dia ragione
su chi scrive decreti malviventi,

che meritan ludibrio e reclusione.
Molti nel mondo vivono la crisi,
ma a noi non è bastato Don Puglisi.

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Cambiare tutto perchè tutto resti uguale

Mi è capitato recentemente di leggere su Roma alcune considerazioni che riporto qui di seguito.
La cosa inquietante è che non si riferiscono ai recenti fatti di Mafia Capitale, ma all’Antica Roma del Tardo Impero.
Darwin ci deve una spiegazione, se dopo 2000 anni siamo ancora qui a ripetere gli stessi errori. Qualcosa deve essersi inceppato nel meccanismo evolutivo dell’Homo Italicus.antica-roma

Associazioni paramafiose, corruzione elettorale e brogli, concussione e peculato, bustarelle, appalti e tangenti, vendita di posti e di cariche, corruzione dei giudici, potere delle raccomandazioni.

Largo uso della pratica clientelare, secondo cui, in cambio di tutela e di assistenza giuridica, i clienti dovevano mostrare devozione al loro “patrono”, rendendogli numerosi servigi. Tra patrono e cliente esisteva un legame così forte che erano esentati dal testimoniare l’uno contro l’altro. L’esibizione di numerosi clienti da parte del patrono costituiva una fonte di prestigio e di potere di primaria importanza.

Brogli elettorali. Il campionario dei metodi per alterare il risultato elettorale era molto vario: elargizioni di denaro e di favori agli elettori, pressioni e intimidazioni al momento del voto, faziosità e corruzione dei magistrati incaricati dello spoglio dei voti e della proclamazione del vincitore. Questo campionario di irregolarità era però continuamente contrastato da iniziative volte a garantire il regolare svolgimento delle elezioni.

La corruzione e le malversazioni dei funzionari dello stato affliggevano coloro che erano sottomessi alla loro autorità. Nonostante il generoso appannaggio ricevuto, i governatori delle provincie e gli alti gradi dell’amministrazione periferica spesso approfittavano con le irregolarità più diverse della propria posizione. Ma la corruzione riguardava anche i gradini inferiori dell’amministrazione statale, ad esempio i titolari di lucrosi appalti statali.

L’amministrazione della giustizia è un altro settore della vita pubblica romana toccato da ampia corruzione. Il magistrato pubblico incaricato dell’amministrazione giudiziaria affidava i giudizi a un giudice scelto dalle parti o da egli stesso designato. Esistono numerosi esempi di come i processi fossero spesso volti a favore di un personaggio ricco e potente. I processi erano pubblici, cosa che temperava gli eccessi della corruzione dei giudici e che faceva emergere l’attività di giudici integri e imparziali come termine di confronto per l’attività di tutti gli altri.

Non poteva mancare l’argomento delle raccomandazioni. Al crescere della pubblica amministrazione si moltiplicarono i posti nelle carriere statali. La caccia al posto era l’attività principale dei giovani rampanti delle classi emergenti. Per ottenerlo era necessario godere di influenti raccomandazioni, nelle quali non è possibile trovare traccia delle qualità specifiche che il candidato poteva vantare per occupare degnamente la posizione cui aspirava, ma solo l’esaltazione di generiche virtù e soprattutto della fedeltà del raccomandato.

Diritto e Rovescio

Di Valeria Noli

Può venire da pensareMafia romana
che in città ci si diverta.
Ma se stiamo un po’ a guardare,

sempre corta è la coperta:
si potrebbe lacerare.
E la sola cosa certa

è che molta è la manfrina.
Tra sinistra e camerati,
la politica è sentina,

molti sono i derubati.
Noi scegliamo, segno a segno,
tra i pareri dichiarati:

la Boldrini grida sdegno,
Alemanno si sospende,
ed il sindaco di legno

grida (appeso alle sue tende,
un monologo ch’è un dramma)
e nessuno se l’attende,

“io non c’entro” e poi anche “mamma”
avvistando Carminati.
C’è su Twitter poi chi spamma:

siamo tutti sconsolati.
Sono tristi che li han presi,
e perché con gli immigrati

c’eran traffici sospesi.
Poi, con la partita doppia,
fitto fitto di sottesi,

il registro quasi scoppia
per le troppe transazioni.
Nessun lascia, altrui raddoppia,

sono grandi le illazioni.
“Da indagare”, “Da capire”,
sono chiare le intenzioni?

Mai che il verbo “restituire”
lo utilizzino i felloni.
Noi chiediamo dimissioni.

La giustizia carceraria
vi rovesci a zampe all’aria!

Due is megl che uan

In epoca di ruberie e furfantiwpid-arton17923-1.jpg
di nepotismi e bieca corruzione
l’Italia dell’antica tradizione
riesce a preservar soltanto i santi

Poeti posson essere tutti quanti
se Sandro Bondi prendi a paragone
e con Schettino la navigazione
assunto ha, ahimè, contorni desolanti

Bisogna alla Nazion render giustizia
per celebrarne la magnificenza:
di santità s’adopri la nomea.
Se santi non ce n’è? Ma li si crea!
Ci limitiamo ad uno per prudenza?
Facciamo due, che crepi l’avarizia!

Infedel Castro

Di @Maurizioneri79

E’ strano a volte come gira il mondoInfedel Castro
Per chi con faccia tosta puntò il dito
E a andar con le sbarbate lui è il secondo.

Stavolta poi si tratta del marito,
ad essere nell’intercettazione,
della guitta nipote di Benito.

A lei, che aveva urlato “Castrazione!”
“La chimica!”, contro l’altrui gingillo!
Non v’è giron per la sua umiliazione

E par che pure baby sian le squillo…
Punire allor si deve l’infedele:
“Boia, che molle!” gridi al suo mandrillo

I disordini di Roma

di @Montales via Spinoza

A Roma poliziotti esagitati
temendo ragazzini alla sol vista
a suon di manganello li han corcati

Cicchitto per vent’anni socialista
adesso a Berlusconi lecca il dietro
non c’è speranza, quello è sempre in pista

Sparandone anche peggio di Di Pietro
difende il celerin forte e pugnace
creando di rimando un clima tetro

“Il numero sul casco non ci piace”
“potrebbe anche causare una vendetta”
che bello sarà il giorno in cui lui tace.