Archivi Blog

Quando Silvio varcò il RubyGate

D’esser uno Statista di valorewpid-silvio-berlusconi-giulio-cesare.jpeg
da sempre Silvio il sogno ha accarezzato
d’un Cesare alla stregua, imperatore

Col grande General divide il fato:
il primo ha attraversato il Rubicone
e lui dal RubyGate s’è svincolato

Ma ahimè rimane almeno una questione
per cui  la somiglianza sottosotto
con Cesare non regge il paragone.

Del condottiero conosciamo il motto:
“Il dado è tratto”, mentre Berlusconi
Dudu può al massimo lanciare al trotto

Genny il camorrista

Nel calcio v’è una nuova malattia:Genny il camorrista
la mafia anche qui detta condizioni
sulle partite, gli esiti e striscioni
e Genny guida la tifoseria

Ma come? Quale oltraggio, che eresia
che un camorrista tessa relazioni
coi calciatori, peggio, coi padroni
dei Club e infici gioco e strategia!

Perchè stupirsi? Ormai ogni delinquente
manco il servizio presta più sociale
e gira libero, senza ritegno.
Guardate il Nano: un giorno finge impegno;  
il resto fa campagna elettorale
e del Milan è ancora il Presidente

Il dolce cul novo

Scritta a quattro mani con @Montales per Kotiomkin

Giornata di sventure e addii forieraKotiomkin
la storia che racconto non è lieta,
ragazzi, qui c’è puzza di galera.

Chi parla è Sandro Bondi, lo poeta.
A star vicino a Silvio ed al suo tacco
Rebibbia, poi Beirut, fino a Gaeta
 
per cui dal culo suo la lingua stacco.
Da quale Capo posso ambir poltrona?
Matteo, che a Enrico Letta ha dato scacco!
 
La testa sua è ormai cinta da corona
egli è potente al pari di Bergoglio
O Renzi, senti l’arpa mia che suona!
 
Sviolino, tanto più non tengo orgoglio
nè la decenza, persa dal Novanta
passando dal PCI a quell’altro imbroglio
 
servendo lui che sempre ride e canta.
Son tuttofare: immerger so la mano
sia nella merda che nell’acquasanta
 
Narrar so barzellette come il Nano
seppur l’aspetto abbia da chierichetto
Matteo, l’appello mio non resti vano!

All’uopo fungo anche da scendiletto…

Se mi lasci non vale (by Silvio)

Sul giornale l’ho letto Se mi lasci non vale
questo ennesimo oltraggio
e tu senza dirmi niente hai trovato il coraggio
hai ferito l’orgoglio di tutto il mio reame 
e se adesso mi lasci sei soltanto un infame
E così, su due piedi, io sarei liquidato
ma son vittima, sai, d’un sondaggio sbagliato
Se Silvio finisce, finisce a metà
Solo cinque minuti, resta ancora un po’ qua

Se mi lasci non vale (se mi lasci non vale)
se mi lasci non vale (se mi lasci non vale)
Non ti sembra un po’ caro
il prezzo che adesso io sto per pagare
(Se mi lasci non vale) se mi lasci non vale
(se mi lasci non vale) se mi lasci non vale
dentro quella valigia tutto quel che hai rubato
non ci può stare

Metti a posto ogni cosa e parliamone un po’
io di errori ne ho fatti, qualche colpa ce l’ho
ma quello che conta è che ti vuoi riciclare,
se ora vai da Matteo, non potrai ritornare

Se mi lasci non vale (se mi lasci non vale)
se mi lasci non vale (se mi lasci non vale)
Non ti sembra un po’ caro
il prezzo che adesso io sto per pagare
(Se mi lasci non vale) se mi lasci non vale
(se mi lasci non vale) se mi lasci non vale
dentro quella valigia tutto quel che hai rubato
non ci può stare

Non gioco più (by Sandro Bondi)

Non gioco piùNon gioco più
me ne vado
non gioco più
Oh Silvio!
Il PDL è sfatto
e Renzi è l’uomo nuovo

io lascio Forza Italia
dietro di me
Non gioco più
me ne vado
non gioco più
Oh Silvio!
La Santanchè e Brunetta
ormai son
barzelletta
io cambio e chi non cambia
resta là
Non gioco più
lascia stare
non gioco più
ti giuro
che non ti farò male
presto ti passerà
di lacchè è pieno il mondo
un altro ne verrà
Non gioco più
me ne vado
non gioco più
Oh Silvio!
I miei non son capricci
son una vecchia foglia
che col vento se ne va
Non gioco più
non gioco più
non gioco più, no!

[continua]

Il Presidente allenatore

Per Silvio si avvicina la scadenzaIl Presidente Allenatore
del 10 april, la sua campana a morto
oltre la qual non sol del passaporto
ma della libertà dovrà far senza

Fintanto che si attende la sentenza
che sancirà com’egli espia il torto
un monito dal cor m’è come sorto:
di “allenator” mai ebbe presidenza!

Ne avrebbe in uno solo tre vantaggi:
costretto a accompagnarsi i calciatori
delle donzelle perderebbe il vizio;
la squadra formerebbe a suo giudizio;
e infine dei futuri allenatori
risparmierebbe i soldi degl’ingaggi

Spadone a due Nani

Perchè Brunetta fa un tale tumulto?Spadone a due Nani
Di criticar non perde mai occasione
il Premier, nonostante il suo Padrone
sia il socio principal, seppur occulto

Attenti: di recitazion v’è il culto
de’ parti il gioco è la dimostrazione.
Il “buono” ed il “cattivo”, da copione:
s’uno accarezza, l’altro oppone insulto

E’ chiara strategia cerchiobottista
per mantener tranquilli gli elettori
di Forza Italia, falchi oppur colombe
Benevola del Papi l’ombra incombe
su chi è per il Governo, e i detrattori
aizzati son dal nano casinista

Silvio, i’ vorrei che tu e Napo ed io

Silvio, i’ vorrei che tu e Napo ed ioRenzi e Berlusconi
pensassimo a rifare il Parlamento,
per dar vita a un Governo ch’a ogni vento
per sempre andasse al voler vostro e mio,

sì che fortuna od altro tempo rio
non ci potesse dare impedimento,
anzi, all’accrescer dell’affiatamento,
di stare insieme crescesse ‘l disio.

E Mastro Alfano e Mastro Grillo poi
che insieme di percento han quasi trenta
ci riconosceranno il lor favore:

Orsù, mettiam da parte odio e livore,
vedrai che ogni fazion sarà contenta,
sì come i’ credo che saremmo noi

A Silvio (da Matteo)

Per gentile concessione de @Il_Leopardi

Silvio, rimembri ancoraRenzi e Berlusconi
Quel tempo in cui fosti Parlamentare,
Immunità splendea
Negli occhi tuoi fetenti e un po’ lascivi,
E tu, fosco ed esoso, al Quirinale
Per farla franca ambivi?
Sonavan le quiete
Stanze, e le vie dintorno,
Al tuo desco elegante,
Allor che a grazie femminili intento
Sedevi, assai contento
Del dopo cena che già ti godevi.
Eri un maschio focoso: e tu solevi
Così menar le sere.

Gli uffici Comunali
Talor lasciando, là a Palazzo Vecchio,
Ove il tempo mio primo
E di me si spendea la maggior parte,
D’in su i veron del Fiorentino ostello
Porgeo gli orecchi al suon della tua voce,
Ed al tono feroce
Che usciva dalla tele.
Miravo al Nazareno,
Vite dorate e corti,
Poi a Palazzo Chigi, e quindi al Colle.
Lingua mortal non dice
Se t’ammiravo o meno

Tu pria che il tempo prescrivesse il fatto,
Dai comunisti combattuto e vinto,
Venivi condannato. E non vedevi
La falsità dei tuoi;
Nè avesti più il calore
Delle movenze di negre procaci,
O degli sguardi languidi e lascivi;
Nè teco le compagne ai dì festivi
Simulavano amore.

Beh cominciamo orbene!
Da me venisti, in fondo; queste
le riforme, e la legge elettorale
Di cui tra poco ragioniamo insieme
E anche la sorte del Governo Letta
La detto io, l’agenda:
Tu, misero, cadesti: e con la mano
Di Renzi la vittoria alle elezioni
Saluti da lontano.
 


			

Peggio dell’Araba Fenice

Di @maurizioneri79

Un vecchio, che dev’essere canutovignetta-vauro-berlusconi
Di gran testa, benché mal verniciata
Inscena dunque un’ulterior puntata
Seppur sia definito decaduto

Amico fu d’eroici maniscalchi
Giovani donne, perlopiù discinte
Con facce plastiche od assai dipinte
Che in questa sede chiameremo falchi

Con clamor, sbagliandosi le feste
Poco lontano stavan le colombe
Di poco fiato emesso da altrui trombe
Sentii cantar l’Alfano ed il Celeste.

Sentito tutto ciò ch’egli combina
Magistratur girogli le lancette
Ed egli, ritrovandosi alle strette
tentò la successione con Marina

Si manifesta allor tutto l’ingegno
Che uniti torneranno all’elezione
E si raddrizza già la situazione
Come gli fa l’augello col congegno