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Donna, se’ tanto grande e tanto vali (Par. XXXIII)

Non conta che somigli a una sirena8marzo
o che come una cozza sia bruttina
o che sia magra come una sardina
o invece grassa come una balena

La donna è come un pesce: ci appresta
a degustar la carne del suo ventre;
eppure il vero intenditor, nel mentre,
sa che la leccornìa sta nella testa

Per la tua donna fa’ un gesto galante
e omaggiala del fior della mimosa
come prescritto dalla tradizione.
Ma tutti gli altri giorni, un’emozione
inaspettata, una piccola cosa,
con cui stupirla è ancora più importante

Sì com’al biliardin fatto s’apprende

Di Publio Virgilio Barilla

Dal paese transalpin ebbi a sapere
che Guido, quel ch’è a capo di Barilla
confonde il buon mangiare col sapere.

Pel mondo ogne giornal sì tanto strilla
e all’infinito attende a questa storia;
galeotta fu di frase sua scintilla.

Puotesi mai gaffar con tanta gloria ?
Che v’entra il gusto d’ogn’esser umano
con pasta, carne e sugo di cicoria ?

Sarà che s’attraversa un tempo strano:
pria di porgerne verbo a posar mine
non s’usa più ‘l rispetto draconiano.

Orben, sarà che qui d’oltre il confine
diversa è di tal cose l’empia fama;
portanza ed interesse han un sol fine:

Lasciar diviluppar la trama
di chi d’orgoglio al mondo mostra ardore
poco n’importa cosa o come s’ama.

Da fuor d’Italia movesi il colore
di quanto dal didentro dell’arzilla
mostri il paese del su’ proprio amore.

Accade pur così al calcio baLilla:
chi muove mal le stecche perde il punto
o fa autogol. Così pur fé Barilla