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WhatsApp Down

Scritto da @GorBee

Lo maggior torto di strumento amicoWhatsApp Down
è che si crolli senza un mormorìo
mutando in pianto un giorno fin lì aprìco.
 
Principiò tutto allor che un tramestìo
si alzò quale Mercurio di burrasca,
cui coro fece un madornal brusìo.
 
Le man correan ad evacuar la tasca
con repentino moto verso il basso,
qual beon astinente va alla fiasca.
 
Ed ecco di lamentazion prolasso,
e ancor, tal che la pelle si accappona,
di insulti irripetibili l’ammasso.
 
Cagion di quello, e scherno qui s’intona,
era il rumor che s’era fatto strada
lì asseverato: “Whatsapp non funziona!!!”
 
Ora, private gli asini di biada,
ai can ringhianti sottraete l’osso,
e avrete idea di come la masnada
 
reagir poté: qual tor che vede rosso!
Oramai inetti a profferire verba
al proprio simile, come un molosso
 
che da oggi debba pasteggiar con l’erba,
sperduti si aggiravan gli infelici,
qual si muovono infanti in vita acerba.
 
Come dal basso mira le pendici
lo scalator che teme assai l’impresa,
l’alma gravata da funesti auspici,
 
al peggio si paràvan, ma… sorpresa!,
“Whatsapp is up!”, e il volto tornò tinto,
infin che chat fu intorno a lor ripresa.
 
Soltanto uno di quei, come d’istinto,
lo sguardo volse nuovo al mondo antico,
ma poi raggiunse gli altri a lor recinto.

De Instagramari Furentia

E qui s’ode alto grido e bestemmionaInstagram non funziona
di chi sue immagini non può mandarne
parmi che sia Instagram che non funziona.

Sappiate goder che, pur a twittarne,
v’è giuoco a far d’immagine l’inserto:
non solo da instagram si puote farne

Per chi soltant’adesso il libro ha aperto
preciso: il far protesta è a tempo breve
soddisfazion del malo colpo inferto.

Ahi, quanto il malservizio è tanto greve
ché chi allo stesso appese i suoi colori
rimarca quanto lo stop non sia breve !

Non pochi s’alzan tristi i ner bollori
per quel ch’alberga scatti d’una vita
di gioie, di paesaggi e forse…amori.

Poemetto a @lddio

@lddio, presso cui Dante ho accompagnatoVirgilio
porgo un quesito a te: di quali orrori
mi macchiai per non esser followato ?

Persin @Dlavolo ho tra i miei seguitori !
Possibil manchi la Suprema Stilla
cui s’usa tributarne canti e cori ?

L’ammetto, m’arrestai pria di scintilla
dello splendor dei Cieli, ma a ragione:
sol l’anima beata è lì tranquilla !

Così fu per tua legge d’adduzione
e al voler tuo io tosto sottomisi
l’andar della mia trista progressione

per quei due regni privi di sorrisi
cui relegasti il torto di Caino
errore, che al perdono ascose i visi.

Pertanto, volgo a te il mio capo chino
poiché d’indegno porto il segno in fronte
però gentil dimando: “Un followino !”

La supplica che lì persin Caronte
mi disse “Monta e prova, costa niente !”
mentre dal barco suo giungevo al ponte

si reca qui, agli ingressi del Potente
ché a me non v’è diritto d’affrettare
il passo oltre le stelle d’occidente.

Che puotesi altro a te redimandare ?
Ah, sì! Il risuono a voce, in grande intesa:
se ben rimebro, ha nome “retwittare”.

 

Publio (V.)

The Hashtag – #IlMioLuogoComune

Chi d’ovvietà la bocca s’infarcisce
si perde l’occasione di tacere
mostrandoci che un’acca non capisce

The Hashtag – #LoRaccomando

Entrato non sarei mai in Paradiso
per scriver la Commedia se Beatrice
non convinceva Iddio col suo sorriso
#LoRaccomando

The Hashtag – #VitedaSenatori

Per sceglier i novelli Senatori
Napolitano ha chiesto a Berlusconi:
“Chi dall’Italia butteresti fuori?”

Il Papa Su Twitter

PontifexDi Publio Virgilio

Papa ch’al cor gentil twittar n’apprende
annuncia tosto al mondo il grand’ingresso
tra li mortal comuni egli discende

Mi sfugge invero un poco di quel nesso
che lega sua discesa tra i mortali
con quella di colui che già fu Messo

Zaran forze non proprio tali e quali
ma quel Meszo lui in Terra rappresenta
e Con Zuo Accento Lipera Tai Mali (ja!)

A Silvio

Di @Frandiben via Spinoza

Da un po’ non lo si vede nei paraggi
sappiam dov’è finita sua emittenza
è in basso alle tabelle dei sondaggi.

Galeotta lui ritiene la sentenza
distolto l’ha dall’attenzion dei media
di starvi al centro lui non può far senza.

Perciò per por rimedio a questa inedia
ed alle folle ritornar vicino
evolver fa la sua tragicommedia

alleandosi ad un celebre uccellino
che flaccido non è, anzi tutt’altro
ma qui vedrà compirsi il suo destino:

sei stritolato qui se non sei scaltro
palate di imbarazzo e di clamore
se glissi su un quesito, questo o l’altro.

Che passo falso, tu non sai che errore,
dover pianificar la risalita,
contando nei retweet di Biancofiore

Ridicolo per resto di tua vita
la verità se scritta non la sventri
postando prima un tweet poi la smentita.

Or lascia ogni speranza tu che v’entri
non creder di racimolar consensi
fuor quelli con cui parli ai bassiventri.

Non è quarto poter qui se ci pensi,
se floppi qui non puoi con un magheggio
a Kofi derubar gli applausi intensi

Tra i tuoi nemici qui c’è quello peggio:
l'”informazione” acerrima avversaria,
che or la pilota un certo Casaleggio.

Rinuncia a Twitter, scelta lapidaria
è chiaro che ne ignori gli ingranaggi.
Trascorri in mo’ diverso l’ora d’aria.

Poemetto per il Diavolo

Di Publio Virgilio

Nell’Evo Medio, Averno e Malebolge
rappresentavan tal alto gravame
ch’a stessa gravità s’ergevan l’orge;

per l’Etterno dolor di mille brame
oscuro andava il loco della fiamma
che innanzi a veder Dio ponea sue squame.

Di rabbia rimostrava del suo dramma
dolor che mai ad alcun dannar fu lasso
de’versi suoi che cantan l’epigramma:

“Chi per la Nera Porta move ‘l passo
che sia diritto o fora del su’ posto
dal suo signor dovrà subir trapasso.”

Ché que’che in vita ebber peccato esposto
avran sì dannazion etterna in morte
e poscia alla tortura, pur l’arrosto

Tanto più grava quanto l’è più forte
la lista di lor mende che al passato
scriveva la condanna a triste sorte:

“Che tu per sempre ed ora sia dannato!
E se poi scappi e fuggi in Purgatorio
sarai a burlo dal twitto canzonato”

Poiché chi delle pentole amatorio
non solo allo suo Averno limitava
la turba del suo amor provocatorio.

Si vide al tempo odierno che twittava
tra gl’uomin mescolato a guisa ascosa
E ad ogni peccator forca donava

Poiché la Lingua del Dileggio è sposa
e talvolta più del gladio ferisce
chi la favella sua fa irrispettosa.

Vuolsì così colà come finisce
lo prio spazio fino al centoquaranto
che il rigo dello scritto garantisce.

Talvolta non è poco, né pur tanto
ma dell’animo suo a disdegno gusto
si basta, e spregia della sfida il guanto.

Prologo

Nel mezzo del mio esilio in Paradiso
M’avvidi che l’italico bordello
Facea ai connazional perder ‘l sorriso

Potevo mai lasciarvi col fardello
d’assistere al degrado del Paese
mentre ogni giorno aggiungono un balzello?

Giammai! Ritorno a prender le difese
del popolo, e il Potere a denunciare
perchè il solo non sia a farne le spese

A Iddio il permesso chiesi di tornare
in mezzo a voi, seppur non carne ed ossa:
Un po’  commentator e un po’ giullare 

Al Belpaese provo a dar la scossa
destar l’orgoglio patrio ormai sopito
sicchè al vecchio splendor tornare possa